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GLI AVVERSARI – Lafata da temere, lo Sparta Praga alla ricerca del colpaccio

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Allontanare gli spettri ed esorcizzare le paure placando polemiche e malumori. Dopo la sconfitta casalinga contro il Chievo arriva l’Europa League ad offrire al Napoli un’occasione di pronto riscatto. Giocare subito. Scendere immediatamente in campo. Un’ autentica manna dal cielo per un Napoli bramoso di dimenticare al più presto questo infausto inizio di stagione. Dimenticare metabolizzando. Perchè il processo di archiviazione deve essere sequenziale e non istantaneo. Ragionato e non istintivo. Razionale e non emotivo. Possibilmente apollineo e non dionisiaco. Cercando di capire cosa non va. Mettendo a fuoco le lacune. Vivisezionando gli ingranaggi difettosi per apportare i giusti correttivi. A cominciare da domani quando a testare le ambizioni azzurre in Europa League arriverà al San Paolo lo Sparta Praga, compagine ceca anch’essa reduce da una precoce eliminazione ai preliminari di Champions League.

 

STORIA – Lo Sparta è la squadra più titolata della Repubblica Ceca: ben 35 scudetti e 15 coppe nazionali. Molte le partecipazioni alle competizioni ufficiali Uefa, ma i granata vantano anche allori nelle coppe non riconosciute dal massimo organismo calcistico continentale: tre Mitropa Cup e altrettante coppe Piano Karl Rappan. Dalla sua remota fondazione, nel 1893, l’undici praghese ha incrociato spesso i destini con formazioni italiane. Ben tre volte con il Milan, due col Parma e la Lazio, una Juventus, Fiorentina e Palermo.

 

ROSA – Non all’altezza del passato. Tornato a  vincere il campionato, interrompendo il monopolio del Viktoria Plzen, lo Sparta Praga non si è reso  protagonista di una faraonica campagna acquisti. Anzi tutt’altro. In estate sono partiti alcuni protagonisti della cavalcata trionfale dello scorso anno tra cui il portiere Tomas Vaclik, finito al Basilea per due milioni di euro. In entrata la dirigenza ha pensato ad irrobustire il reparto difensivo con gli acquisti mirati dell’esperto Radoslav Kovac e dell’affidabile centrale  Kamil Vacek dal Chievo. Il vero colpo dei granata è stato però trattenere a Praga il talentuoso trequartista Josef Husbauer, a lungo corteggiato anche dal Cagliari di Zeman. Cifra tecnica non elevata, le insidie sono nascoste nel reparto avanzato, dove gli esterni e l’esperto centravanti David Lafata sono giocatori a cui riservare le giuste attenzioni.

 

PORTIERI: David BICIK, Marek STECH.
DIFENSORI: Mario HOLEK, Jakub BRABEC, Ondrei SVEJDIK, Radoslav KOVAC, Costa NHAMOINESU, Manuel PAMIC, Pavel KADERABECK.
CENTROCAMPISTI: Lucas VACHA, Kamil VACEK, Josef HUSBAUER, Lukas MARECEK, Marek MATEJOVSKY, Tiemoko KONATE‘, Ladislav KREICI, Michal BREZNANIK.
ATTACCANTI: Borek DOCKAL, Tomas PRIKRIL,David LAFATA, Martin NESPOR, Roman BEDNAR, Lukas JULIS, Patrik SCHICK.
Allenatore:  Viteslav LAVICKA.

 

COME GIOCA – Schieramento speculare a quello del Napoli. Reduce dal pareggio a reti bianche col Teplice Lavicka manterrà fede al suo credo calcistico e disegnerà ancora una volta un 4-2-3-1. Lafata sarà il  vertice alto supportato dalle due mezze punte Kreici e Dockal, a cui sarà assegnato il compito di creare scompiglio nella difesa partenopea. A giostrare il centrocampo granata penserà Josef Husbauer, regista, ma anche fantasista e all’occorrenza trequartista, dal tocco vellutato e dalle geometrie euclidee.

 

Sparta Praga (4-2-3-1): Bicik; Kaderabek, Kovac, Brabec, Costa; Matejovsky, Husbauer; Dockal, Vacha, Krejci; Lafata.
A disp: Stech, Bednar, Breznanik,Konatè, Schik, Svejdik, Vacek

 

L’UOMO CHIAVE –  I pericoli maggiori per il Napoli potrebbero arrivare dalle fasce dove agiscono Krejci e Dockal. Il primo è senza dubbio l’uomo a cui prestare maggiore attezione. Classe ’92, abbina una buona velocità ad un’ottima tecnica di base anche se il suo cavallo di battaglia è l’inserimento mortifero alle spalle della difesa avversaria. Da non sottovalutare poi la vena realizzativa dello scafato bomber trentaduenne David Lafata. Rapace e famelico l’attaccante della selezione ceca è una minaccia da non sottodimensionare quando staziona nei pressi dell’area di rigore.

 

A cura di Vincenzo Lacerenza