COLPI DI JENIUS – Napoli, oltre la Champions c’è vita. Ma ti serve un allenatore

NAPLES, ITALY - AUGUST 19:  Gonzalo Higuain of Napoli after the UEFA Champions League play-off first leg between SSC Napoli and Athletic Club on August 19, 2014 in Naples, Italy.  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

 

a cura di Gennaro Arpaia (Twitter: @gennarojenius9)

Perdere per guadagnare, lasciarsi per poi ritrovarsi. Il Napoli, e il calcio, sono poi come una piccola grande storia d’amore, non così diversi
Chiusa da ormai quasi una settimana la questione terzo posto, il Napoli che c’era quasi non esiste più: Rafa Benitez è ufficialmente alla guida del Real, Riccardo Bigon ha praticamente lasciato dopo 6 stagioni azzurre, molti calciatori col futuro incerto hanno già lasciato la città, per tornare a casa o magari aggregarsi a qualche nazionale in giro per il mondo.
L’ultimo rimasto fortemente al timone pare essere dunque Aurelio De Laurentiis: il presidente azzurro naviga a vista nelle tempeste quasi estive di questo finale di stagione, ansioso di capire quale sarà la forma che il Napoli del domani potrà prendere.
Un po’, tardi, potremmo dire, ma questo è quanto.

ANNO NUOVO AZZURRO – Anno nuovo, vita nuova. No, non siamo a Capodanno, ma per il Napoli la situazione è molto simile: il prossimo sarà l’anno zero in cui ripartire da capo, l’ennesimo dopo l’addio di Mazzarri e l’arrivo di Rafa di soli due anni fa.
Sarà importante, però, per il Napoli il non essere arrivati terzi? Certo, in negativo e in positivo.
La squadra non avrà magari il fascino europeo di quelle che frequentano i piani alti, non potrà sentire la musichetta che tanto entusiasma il San Paolo di notte e non potrà, soprattutto, contare sugli introiti consistenti della Champions.
Eppure ripartire dall’Europa League può essere un dato positivo.
Innanzitutto, partendo dagli impegni: le energie mentali spese possono essere sicuramente meno, e anche se per quelle fisiche non sarà lo stesso, un buon allenatore saprà gestire l’immagine e la rosa di una squadra che è arrivata ad un passo dalla scorsa finale.
Meno sforzo ma stessa responsabilità: il Napoli dovrà portare alto il nome, sicuramente cercando di replicare – e magari migliorare – quanto fatto quest’anno.
Il tecnico che siederà sulla panchina azzurra potrà poi lavorare con più calma: ritrovarsi con un preliminare tra capo e collo non è il massimo, soprattutto al primo anno di una nuova avventura.
Quindi, per evitare traumi da Bilbao-bis, il girone di EL saprà di gustosa certezza.

VALZER DELLE PANCHINE – Il capitolo più scottante, però, resta ad oggi quello dell’allenatore.
Ad un mese e qualche giorno, infatti, dall’inizio del prossimo ritiro a Dimaro, ancora non sappiamo quale tecnico è stato scelto dalla società per proseguire il lavoro degli ultimi anni.
Sfoglia la margherita, ADL, ma fino ad ora non gli ha di certo detto bene: Klopp e Montella, nomi fatti negli scorsi giorni, non sono mai sembrate reali opzioni, Emery ha velocemente declinato l’invito per restare a Siviglia, Ancelotti è stato un nome buttato lì per caso, mentre Mihajlovic ha sostituito Inzaghi a Milano.
I nomi che ancora tengono banco, tra quelli più chiacchierati, restano dunque quelli di Spalletti e Prandelli: eppure nessuno dei due pare entusiasmare la piazza azzurra, vogliosa di compiere un nuovo passo avanti dopo la crescita dell’ultimo periodo.
Non ci resta che aspettare, allora, e guardare le altre muoversi: il valzer delle panchine è già cominciato e di certo interesserà anche gli azzurri.
La scelta non sarà facile; se chi ben comincia è a metà dell’opera, il Napoli non può non cominciare col piede giusto.