Inutile dirlo, nella vita come nello sport, le misure contano, e così pochi centimetri possono segnare il destino di una squadra o un allenatore. Settimane di polemiche, critiche e processi decretati da un palo piuttosto che un salvataggio sulla linea. Radio NapoliCalcioLive dà voce ai tifosi, senza smettere di chiedersi come sarebbe andata se…
Essere tifosi del Napoli può di certo essere considerata una delle imprese più ardue della vostra/mia vita. Una delle capacità che un vero tifoso deve necessariamente avere è quella di ignorare le chiacchiere da bar, che avvengano in un vero bar o sui social. Al gruppo andrebbero aggiunte anche le opinioni a caldo, i giudizi anticipati, i pregiudizi e le critiche postume ma ripiene di disfattismo. La lista sarebbe troppo lunga, e questo accenno vi basti per capire che dura vita sia la nostra.
La piazza sembrava aver avuto ciò che desiderava, ovvero un tecnico capace e in grado di offrire un bel gioco. Vincenzo Montella è partito dal basso, nonostante la gran carriera da calciatore, e fin da subito ha dimostrato il proprio valore. Con la Fiorentina le cose non sono finite nel migliore dei modi, ma nel suoi periodo viola il progetto ha fatto un evidente balzo in avanti. Nei sondaggi era il favorito, ma una volta giunto qui e trascorsi i primi giorni d’euforia, ecco serpeggiare il dubbio che sia inesperto, impreparato e soprattutto, nonostante in molti lo odiassero profondamente, non riesca a reggere il confronto con Benitez. Un tecnico italiano che cozza con l’idea di internazionalizzazione. Un allenatore che non è in grado di attirare grandi nomi, e dunque ci ritroveremo ancora una volta con degli scarti in rosa. Fortuna vuole De Laurentiis si sia ravveduto e abbia evitato di proseguire sulla pista Sarri, che a un certo punto del mercato sembrava quella prediletta.
Se Benitez era mal digerito dalla piazza, non riesco a pensare a un’espressione calzante per Higuain. Se il Napoli avesse avuto un vero attaccante di peso, e se Gonzalo avesse rispettato le esagerate e irrealistiche aspettative che gli pesavano sulle spalle, gli azzurri avrebbero di certo vinto l’Europa League, conquistando inoltre i gironi Champions, con o senza rigore dell’ultima giornata (sbagliato da chi?). Finalmente, seguendo le urla della folla, ce ne siamo liberati. Al suo posto abbiamo aggiunto un tassello alla schiera di attaccanti della nazionale azzurra, Immobile, che con Gabbiadini e Insigne potrebbero portare i tifosi azzurri a guardare nuovamente con passione la nazionale italiana.
Eppure il Napoli avrebbe potuto muoversi molto meglio. Con i tanti soldi della cessione dell’argentino avremmo potuto ambire a Van Persie, Falcao, o magari Bacca (di certo più letale di Higuain). Si è invece optato per uno scarto del Dortmund. Si aspettava la sua esplosione dopo Torino, e il risultato è stato decisamente deludente. Dunque il Napoli ha ben pensato di donargli le chiavi del proprio attacco.
Piccola parentesi per Reina, tornato con un ovvio anno in più e un po’ rotto, De Laurentiis ha ben pensato di tentare di cancellare il biennio rafelita mandando via quello che è stato di certo il suo miglior acquisto, Callejon. Pagato relativamente poco ed esploso in azzurro. Il primo anno era giusto tenerlo, così da farne crescere il valore, ma dato che il secondo anno è andato così male, meglio attendere ancora un po’, evitando di svenderlo come fatto. Ora farà il fenomeno altrove e noi ci mangeremo le mani. A questo punto potrei farlo anch’io il ds.
Chi prendiamo poi al suo posto? Salah. Un mercenario che intende soltanto mettersi in mostra dopo il periodo nero al Chelsea. Mira a squadre che possano vincere la Champions, mentre noi chiediamo ancora ingenuamente giocatori che lottino per la maglia. Per ottenere questo servono giocatori italiani, e magari napoletani. Ma per carità basta con gli Insigne e gli Immobile.
Di Luca Incoronato (Twitter: @_n3ssuno_)






