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Carlo Ancelotti e Stefano Borgonovo, storia di una grande amicizia (e di una grande ironia)

Ancelotti e Borgonovo
Ancelotti e Borgonovo ©Getty Images

“E poi mi piace ridere, ancora adesso che all’apparenza non ne avrei motivo. Non sono cambiato da questo punto di vista, felice di essere felice, nonostante tutto. Mi sento come Carlo Ancelotti, l’allenatore del Chelsea, uno dei miei migliori amici, la grande (ri)scoperta di questi ultimi anni”. Sono parole di Stefano Borgonovo battute dalle dita di Alessandro Alciato, nel libro ‘Attaccante Nato’ nel quale l’ex campione del Milan e della Fiorentina racconta il suo rapporto con “la Stronza” che poi ce l’ha portato via il 27 giugno 2013. Stefano Borgonovo e Carlo Ancelotti erano grandi amici, avevano giocato insieme al Milan nel 1989-90 e da allora erano rimasti in contatto, specialmente da quando a Borgonovo fu diagnosticata la SLA. Una malattia terrificante, che ti toglie quasi ogni possibilità di comunicare e rende il tuo corpo un tramite inutile con il resto del mondo. Una malattia del genere, oltre a debilitarti fino a farti letteralmente scomparire, fa anche un’attenta selezione delle persone che ti vogliono davvero bene. Perché le altre alla fine scappano tutte. Ma Carlo Ancelotti no, Carlo Ancelotti è rimasto lì a lottare con Stefano, anche se si vedevano poco, anche se in quel periodo lui era sul tetto del mondo e il suo amico era all’inferno, letteralmente. Cosa c’entra col Napoli? Un bel niente, ma ci aiuta a conoscere meglio quello che sarà il prossimo allenatore della squadra azzurra.

Carlo Ancelotti e l’amicizia con Stefano Borgonovo: l’umanità dell’allenatore del Napoli

Così continua Stefano Borgonovo nel suo libro, parlando di Ancelotti: “Ha portato l’ironia in panchina, io la tengo con me sul letto in cui vivo: cambia il contesto ma siamo fatti allo stesso modo, ridiamo allo stesso modo, ci accomuna il sopracciglio. Lui lo alza quando sta raccontando una bugia, ma spesso anche quando è allegro e si diverte, quando racconta barzellette; io faccio lo stesso. Lo alzo e sgrano gli occhi, perché questo – e non di più – mi è concesso, e la gente che mi sta intorno se ne accorge”. Ancelotti ha portato l’ironia in panchina, Borgonovo l’ha portata nel modo di affrontare quella malattia assurda, affrontata sempre a testa alta e col sorriso sulle labbra. Ironico fin nel nomignolo (la Stronza) che le aveva affibbiato. “Borgonovo lasciò il Milan alla fine di quella stagione, ma la sua amicizia con Ancelotti andò avanti nel corso degli anni, anche durante la malattia di Stefano. Sono sempre stati in contatto. Carletto, quando poteva, andava sempre a trovare l’amico. E anche dopo la morte di Borgonovo, Ancelotti non ha mai voluto spezzare quel filo. Anche oggi tiene particolarmente a prendere parte agli eventi organizzati dalla fondazione per la ricerca contro la SLA creata da Stefano e da sua moglie. Questo per spiegarvi il tipo di persona che è Carlo Ancelotti”. Così il giornalista Andrea Tabacco di Eurosport in un aneddoto raccontato nel 2015 sull’allenatore del Napoli. Una persona di grande umanità, che per questo sa farsi rispettare così tanto dallo spogliatoio.

Ancelotti e la SLA, le parole di Chantal Borgonovo

Un’amicizia profonda testimoniata anche dalle parole di Chantal Borgonovo, la bellissima e coraggiosissima moglie di Stefano, rimasta al suo fianco fino al fischio finale: “Stefano voleva bene a Carlo. Erano amici e Carlo è venuto a trovare Stefano anche quando stava male. Tra i due c’era sempre grande intesa, non solo quando giocavano insieme al Milan, ma anche quando Stefano lottava contro la SLA. Carlo è sempre stato vicino alla Fondazione. Ci aiuterà con la lotta alla malattia anche ora che è al Bayern”. E in realtà lo ha sempre fatto. A Borgonovo è dedicato il suo libro “Preferisco la coppa”, come scrive lui stesso nelle dediche: “Stefano è stato la persona per cui ho deciso di scrivere questo libro”. Un libro che, per inciso, vi consigliamo caldamente di comprare e leggere. Per Borgonovo Ancelotti si è improvvisato anche batterista: eccolo alle prese con la musica in un video realizzato dall’orologeria Chocron, che decise di devolvere il ricavato del calendario proprio alla fondazione di Borgonovo contro la SLA. O meglio, la Stronza, come piaceva chiamarla a loro.

Buon compleanno, Carlo Ancelotti.

di Antonio Papa (Facebook @ntoniopa)


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