L’arma segreta di Spalletti: un’altra conferma per una scelta coraggiosa

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Il Napoli si ritrova ancora una volta ad ammirare i cambi di Spalletti. Un impatto importante, ancora una volta, quello di Ounas.

Adam Ounas in azione
Adam Ounas (Getty Images)

Un pari che vale quasi quanto una vittoria, almeno per come si era messa una partita difficile da rimettere in piedi contro un avversario tosto e complicato da affrontare. Il Napoli torna a casa con un solo punto dalla prima in Europa League al King Power Stadium, ma rimetterla in piedi come fatto dai ragazzi di Spalletti non era affatto semplice.

Certo, gli elementi sui quali l’allenatore dovrà lavorare non sono pochi. Il Napoli è andato sotto di due gol mostrando grosse lacune sotto il punto di vista difensivo, in particolare sul lavoro di transizione che ha visto gli azzurri in grande difficoltà sulle corsie esterne. Un aspetto sul quale Spalletti dovrà lavorare il prima possibile.

Poi le note positive. Il Napoli ha creato tanto, e questo è un dato incontrovertibile, che va di certo a scontrarsi con la realtà di un problema di mancata finalizzazione che riporta alla mente vecchi discorsi. Ma alla fine ci ha pensato Osimhen, e non è poco. Ma soprattutto ci ha pensato proprio lui, Spalletti. I cambi, di fatto, hanno rappresentato un punto di svolta importante, soprattutto sulla scelta degli uomini.

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Ounas, il jolly di Spalletti in panchina

Adam Ounas sorride

Adam Ounas (Getty Images)Tre cambi, che hanno dato alla squadra un volto del tutto diverso. Prima Politano (autore di un assist) ed Elmas, e poi Ounas dopo una manciata di minuti. E proprio il giocatore algerino ha mostrato ancora una volta non solo di poterci stare in questa squadra, ma soprattutto di avere un impatto sul match quasi devastante a partita in corso.

Strappi, abilità nello spazio ed una velocità che ha mandato in tilt anche la difesa del Leicester, già provata dal grande dinamismo di Osimhen che alla fine è venuto fuori con la doppietta. Non è che Ounas debba essere relegato al ruolo di subentrante, sia chiaro, ma è evidente come il suo ingresso in campo (come accaduto anche nelle partite precedenti) abbia dato nuova linfa a tutta la manovra offensiva.

Un’arma segreta, un jolly che Spalletti ha trasformato nel corso dei mesi, e su quale la fiducia si è respirata già da diverse settimane. E l’allenatore, a conti fatti, ha avuto ragione.