Atalanta – Napoli,le pagelle degli azzurri

 

Prestazione opaca per gli azzurri che hanno come timida scusante i postumi di una gara titanica in Champions. Non vi sono dubbi che l’avversario fosse certamente fastidioso, va però detto che alle volte quasi infastidisce essere costretti a questa doppia anima che tanto coinvolge in Europa e spesso lascia non pochi punti di domanda in campionato. E’ giusto continuare a sognare nella competizione dei campioni,ma le basi vanno gettate soprattutto in campionato anche perché da quest’anno in Champions andranno solo le prime tre e se non si dovesse centrare una posizione che per organico risulta essere alla portata della banda Mazzarri, dopo, quando le tante sirene verranno a corteggiare i campioni azzurri cosa si farà?

De Sanctis 6: Quasi mai realmente impegnato per la poca precisione degli avversari è costretto a capitolare più per demerito della sua retroguardia che per colpe proprie.

Fernandez 5,5: ‘El pajaro’ pecca di inesperienza e astuzia. Si lascia innervosire dal mestiere di Padoin e chiude in maniera anonima una gara senza lodi.

Maggio S.V.

Cannavaro 6: Gioca una prima frazione  impeccabile facendo sentire il fiato sul collo al capocannoniere del campionato. Cala inevitabilmente nella ripresa come gran parte dei suoi, vittima delle tante energie mentali spese in un lasso di tempo tanto breve.

 Campagnaro 5: Dopo una prestazione stellare contro i ‘citizens’ non riesce il bis a Hugo. Forse il lato mancino (spesso l’argentino sembra in difficoltà quando impiegato a sinistra), forse la stanchezza, di certo l’errore che libera Denis per il momentaneo vantaggio atalantino, ne determinano una gara sotto la sufficienza.

 Zuniga 6: Tutto sommato buona la prova del colombiano. E’ chiamato al difficile compito di sostituire la ‘colonna’ Maggio e Camilo oltre che a spingere, offre una degna copertura anche in fase di non possesso.

Gargano 6,5: E’ il più dinamico dei suoi. Quasi sembra non aver accusato le fatiche di martedì. Ha un solo limite, il compagno di reparto.

 Dzemaili 4: Verrebbe da chiedersi se sia venuto o lo abbiano mandato a Napoli. La troppa foga dello svizzero manda nel pallone l’intera mediana azzurra. Incapace di costruire e anticipare, rimedia dopo soli quattro minuti un tanto meritato quanto inutile giallo.

Santana 6: Mazzarri lo lancia nella mischia sperando in un lampo e lui risponde con il tentativo che frutta il fortunoso, ma aureo assist per il Matador.

 Dossena 5: Colantuono gli regala una fascia da incubo con Schelotto e Masiello a contrarlo. L’esterno mancino soffre la maggiore freschezza dell’argentino e la poca lucidità. E’ preda della foga del biondo difensore nerazzurro.

 Hamsik 5: Non può permettersi di steccare la partita quando la squadra ha bisogno del suo estro. Non cerca mai la profondità per i compagni e accompagna l’azione con fastidiosa sufficienza.

Pandev 5: Più che lamentarsi con il tecnico che lo sostituisce, dovrebbe fare mea culpa. Mourinho lo definì tatticamente determinante per le sue trame di gioco. Beh verrebbe da chiedere al portoghese se la tanta stima per il macedone sia meritata viste le timide prestazioni fin ora offerte all’ombra del Vesuvio.

Lavezzi 6,5:  E’ lui il ‘titolarissimo’. La sua assenza pesa e troppo per le trame offensive del Napoli che in sua assenza brancola nel buio. Il suo ingresso è determinante soprattutto mentalmente.La squadra ha bisogno di lui come l’aria.

Cavani 7: Il migliore in assoluto. La doppietta contro il City sembra averlo restituito letale e voglioso. Pressa a tutto campo, incita i suoi a ruggire su ogni pallone e quando tutto sembrava finito, gela un incolpevole Consigli evitando ai suoi una sconfitta che avrebbe fatto molto male in vista del prossimo delicatissimo impegno.

Francesco Pugliese

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