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De Laurentiis attacca i calendari: “Uefa e Fifa retrograde. Non giochiamo ad agosto, meglio a Natale”

 

 

di Nicola Lo Conte

 

Mai banale, Aurelio De Laurentiis, quando si tratta di dire la sua. Il presidente del Napoli ne dà l’ennesima dimostrazione fermandosi davanti ai microfoni all’entrata della Lega Calcio, dove i presidenti si sono riuniti per l’assemblea di Lega. Oltre ad un elogio pubblico per il suo pupillo Ezequiel Lavezzi, De Laurentiis si è concentrato sui calendari italiani e internazionale, con un attacco frontale ai poteri forti, come spesso accade.

 

VIA AD AGOSTO? NO, GRAZIE – Tra i punti all’ordine del giorno, i calendari per la prossima stagione, e l’ipotesi di iniziare il campionato subito dopo ferragosto (il 19, o magari il 22, in infrasettimanale). De Laurentiis non nasconde affatto la sua perplessità: “Gli stadi sarebbero praticamente vuoti, in quel periodo gli italiani sono al mare. Sarebbe più logico se si giocasse nelle vacanze natalizie, come si fa da sempre in Inghilterra, in quel caso sì che si verrebbe incontro al pubblico”. E preferirebbe ridurre il numero delle squadre di A: “Ci sono troppe partite con un campionato a venti squadre, alcune delle quali hanno tra l’altro un bacino d’utenza ridottissimo. Sarebbe bene che l’Uefa imponesse una riforma dei campionati“.

 

SISTEMA SBAGLIATO – Ma è tutto il sistema dei calendari ad essere sballato secondo il produttore cinematografico, che da sempre ha criticato la disposizione delle gare delle nazionali, e ribadisce la sua posizione: “Programmare amichevoli internazionali di quasi nullo significato in mezzo a gare importanti di campionato o di coppe europee è un’assurdità, si rischia di mettere a repentaglio le strategie dei club: in questo purtroppo l’Uefa e la Fifa sono rimaste ancorate ad un calcio di cinquant’anni fa, devono aggiornarsi“. La soluzione ottimale sarebbe ricorrere ai giovani: “Le nazionali dovrebbero avere la funzione di far emergere i talenti del futuro. Capisco la posizione del commissario tecnico Prandelli quando dice che vorrebbe a disposizione degli stages per provare i giocatori, ma il calcio è cambiato, meglio lasciare le partite amichevoli a giocatori che non hanno pressioni e responsabilità con i loro club, cui va la precedenza“.

 

 

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