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Albiol: “A Napoli sono felice, ho la fiducia del mister e l’affetto della gente. Spalleggeremo la Juve per il tricolore”

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Ai microfoni di Fifa.com è intervenuto Raul Albiol, il quale ha parlato del posto ritrovato in Nazionale tra i titolari di Del Bosque e la nuova avventura napoletana che tanto lo entusiasma: “ Sono molto grato alla Nazionale che ancora si fida di me, anche quando non gioco molto nel club di appartenenza. Certo, è anche una grande responsabilità perché devi dimostrare di essere pronto alla chiamata, tutti ti stanno guardando. La maggior parte delle critiche arrivano da coloro che sostengono che non dovrei essere in nazionale se non sto giocando per il mio club“. Sul Napoli ed il Napoli afferma: “Sono veramente molto felice del modo in cui sono stato accolto dal club, i tifosi e dai compagni di squadra. Io volevo lasciare Madrid così che avrei potuto giocare con maggiore regolarità, il Napoli era interessato e, soprattutto, Benitez mi voleva lì!  Ho debuttato con lui a Valencia quando avevno 18 anni, quindi quando il Napoli mi ha chiamato, ho pensato che era il momento ideale. Ho avuto la fiducia del mister e spero di ripagarla con questo duro lavoro. Sono felice della decisione che ho preso. La Juventus è una squadra che ha vinto per lungo tempo questo campionato ed è per questo che per noi vincere lo scuderro è una grande sfida. Loro hanno dominato le ultime due stagioni, ma noi speriamo di poter competere con loro fino alla fine”.  Sull’eredità del Napoli di Maradona prosegue: “La gente non me lo ricorda molto, ma lo fanno con gli argentini. Qui, essere argentini è qualcosa di speciale perché i tifosi li considerano come Dio. E’ normale, Diego gli ha dato molto, ed i napoletani sono persone grate. Loro ti danno tutto, questa è la ragione per cui Maradona avrà sempre il loro affetto”. Conclude con un paragone con il calcio giocato in Spagna: “Il calcio italiano mi ha sempre interessato ed attratto, e anche se il livello si è forse abbassato un po’ nel corso degli ultimi anni, rimane un campionato molto interessante. Qui le squadre spesso giocano con tre difensori centrali e due attaccanti, qualcosa  che raramente accade in Spagna, e le partite sono più dure, ma mi sto adattando bene”.

S.U.