Ecco la verità sul Dnipro e perché non è una “piccola”

fuorigioco

 

Sul web i commenti su Napoli-Dnipro non si sono fatti attendere, e dopo la discesa in campo di De Laurentiis, che ha attaccato duramente la UEFA, ecco che sono venuti a crearsi due schieramenti differenti, quello pro presidente e contro.

 

Nel secondo caso il pensiero dilagante è che di certo, tra le tante big del calcio europeo, la UEFA non avrebbe alcun interesse nel favorire una “squadretta” come il Dnipro, che per la prima volta si è spinta tanto in avanti in questa competizione.

 

Senza voler prendere necessariamente parte al dibattito, ecco alcuni elementi che quantomeno potranno chiarire perché di Dnipro non è possibile parlare in termini di squadra da irrilevante su fronte delle alte sfere calcistiche.

 

A tenere le redini del club ucraino è Ihor Kolomoyskyi, un uomo d’affari che ha saputo trarre il massimo dalla caduta dell’Unione Sovietica, come riportato in un’analisi de IlNapolista.it, e che vantava un patrimonio da 3 miliardi di dollari nel 2012, stando a quanto riportato da Forbes. Alle spalle di Akhmetov, Kolomoyskyi è il secondo uomo più ricco d’Ucraina. La crisi ha però colpito tutti, e dunque anche il presidente del Dnipro, il cui patrimonio s’è dimezzato, scendendo fino alla soglia degli 1.5 miliardi, pur restando a capo della PrivatBank e di due reti televisive.

 

In passato è stato accusato d’aver corrotto dei giudici e usato le maniere forti per acquisire nuovi gruppi, per poi tentare la strada politica, abbandonata in breve, restando però dietro le quinte. Oggi lavora alla sua nuova immagine in Ucraina, operazione che passa anche attraverso il Dnipro, mentre voci lo vorrebbero a capo di un vero e proprio esercito paramilitare da contrapporre alle milizie filorusse. Da quanto è a capo del club ucraino ha messo su uno stadio da 31mila posti, costato 40 milioni di euro circa, e una rosa da 80 milioni che possa competere in Europa.

 

Detto questo, l’attacco di De Laurentiis era rivolto alla gestione malsana di Platini, alla poca importanza data all’Europa League, gettando nel mezzo un presunto favoritismo in favore delle spagnole che, con Siviglia e Barcellona, attualmente mira alla doppia coppa europea. Di certo però il Napoli a Kiev non affronterà una cosiddetta piccola.

 

 

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