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La settimana da Dio di Maurizio Sarri

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Sarri allenatore Napoli
Sarri © Getty Images

È bastata una settimana da Dio alla Jim Carrey per cancellare la prima parte di stagione. Due vittorie e il Napoli torna a sorridere. “Gabbiadini? Quasi quasi lo terrei”. “Rog? Finalmente inizia a farsi vedere”. “Reina? Il miglior portiere in circolazione”. Come cambiano i giudizi dei tifosi in poco meno di dieci giorni. Ad un passo dal baratro di un futuro in chiaroscuro, Maurizio Sarri scaccia la crisi di governo e rilancia senza appelli. Vittoria in casa del Benfica, imbattuto al Da Luz dallo scorso febbraio. Qualificazione agli ottavi da prima del girone in Champions League e a soli tre punti in meno in campionato rispetto alla scorsa stagione. E la crisi? Dissolta come neve al sole.

A Napoli vince il NO. No alla crisi, si riparte. No alle critiche e dimostrazione di forza e qualità come non si vedeva da tempo. È un Napoli in continuo divenire quello che cancella i giudizi negativi delle ultime uscite, i dubbi e le perplessità. Da comparsa diventa in sette giorni protagonista in Italia ed in Europa. Gli azzurri divertono e fanno divertire, mettono in mostra personalità e maturità, ma soprattutto vincono. Già lontano il ricordo dei pareggi casalinghi con Sassuolo e Dinamo. Vincere aiuta a vincere e finalmente il Napoli è consapevole della propria forza. Se poi i risultati arrivano nel posto giusto al momento giusto, diventa tutto più semplice. Inter travolta, Benfica annichilito. Distanze ridotte in Italia, qualificazione conquistata in Europa. A cinque anni dalla prima, in casa del Villareal. Ma questa volta da prima della classe come avvenuto anche lo scorso anno in Europa League. Maurizio Sarri supera anche Mazzarri e fa sempre più parte della storia del club. Tanti i dubbi per un allenatore inesperto per l’Europa, ma il toscano ha dimostrato con i fatti di poter stare tranquillamente su questo palcoscenico. Al primo momento difficile della sua avventura azzurra serviva una scossa. È arrivata una scarica di energia devastante per gli avversari. E il meglio deve ancora venire.

di Claudio Cafarelli (@claudioc7)