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Chi ha bisogno di un centravanti, quando c’è Dries Mertens?

Napoli-Sampdoria, Mertens trascina ancora una volta gli azzurri e condanna i blucerchiati. Tra rinnovo e record, la squadra ha bisogno del belga

Dries Mertens (Getty Images) (1)
Dries Mertens (Getty Images)

Benedetto il campionato che con sé porta via tutte le chiacchiere del calciomercato. Non vogliamo affidarci all’odiosa retorica del senno-del-poi, ma alla fine meglio così. Meglio che non siano venuti alcuni calciatori. Meglio che ad essere protagonisti siano sempre gli stessi. Dries Mertens merita di stare al centro dell’attenzione ancora a lungo, soprattutto qui a Napoli. E poco importa la carta di identità, soprattutto se quei trentadue anni li porti su e giù per il campo con adolescenziale entusiasmo.

E’ il bello di Dries Mertens: avere in campo un ragazzino di trentadue anni, che si è scoperto realizzatore finissimo un paio di stagioni fa e che da allora non vuole proprio smetterla di segnare. E a pensare che la piazza napoletana continua a dividersi, come tra stoici ed epicurei, sul Mertens-centravanti/Mertens-non-centravanti. Per fortuna, poi, il belga trova sempre un modo per comparire tra i marcatori e mettere tutti d’accordo.

Napoli-Samdporia, Mertens è l’uomo giusto al momento giusto

Contro la Sampdoria, ieri, Dries Mertens ha raggiunto quota 111 e 112 reti con la maglia del Napoli. Un risultato straordinario, che lo catapulta a meno nove reti dal record assoluto, detenuto dal vecchio amico Marek Hamsik. E lanciare una provocazione, a questo punto, sembra inevitabile: chi ha bisogno di un centravanti quando in squadra hai uno come il belga? Indifferentemente dall’etichetta tattica che gli si voglia affibbiare, Mertens la mette dentro, senza mai tirarsi indietro dal giostrare la regia offensiva in attacco, risultando decisivo anche come uomo-assist.

Insomma, senza girarci troppo intorno: Dries Mertens è l’uomo giusto al momento giusto. Dentro e fuori dal campo. Uno come il belga è fondamentale non solo nel rettangolo di gioco, ma anche tra le mura dello spogliatoio. Allegro, sempre solare e carismatico: non può essere un caso che tutti, ma proprio tutti i nuovi arrivati trovino in Mertens il primo calciatore con cui legare, ridere e scherzare.

Mai un malumore, mai una parola fuori posto, mai contro gli interessi della squadra e della società: tanti calciatori hanno meritato un rinnovo contrattuale per molto meno. Il Napoli non può permettersi di perdere a zero uno come Mertens. Non può tecnicamente e non può umanamente. Il belga, ad oggi, è la vera bandiera di questa piazza.