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Addio al ‘Paradiso’ del Napoli. Ma De Laurentiis potrebbe acquistarlo e creare un impero turistico

 

 

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Questa sera ultimo ritiro del Napoli all’ Holiday Inn. Dopodichè ci sarà lo sfratto per quello che ha rappresentato per il Napoli un vero e proprio paradiso:  hotel  5 stelle, cento ettari di pini mediterranei, piscina e mare, campo di golf, clinica privata con reparti di eccellenza. Ma anche favole cme queste finiscono: come riporta ‘Repubblica’, domani nella sede di Confindustria Caserta, con il direttore Lorenzo Chiello, saranno avviate le procedure per la cassa integrazione in deroga a 40 dipendenti. Il Napoli viveva gratis nel lusso. Fitto annuo di soli 200 mila euro, compensati da un contratto di sponsor. L’Holiday Inn per il Napoli ha realizzato tre campi di calcio, spogliatoi, palestre, uffici. Il Napoli li ha arredati. Un ambiente riservato e suggestivo per il marketing, Alessandro Formisano ha chiuso qui molti affari con sponsor di prestigio. La squadra potrà allenarsi fino al termine della convenzione, favorevole per il Napoli ma anche per il Comune di Castel Volturno e per la proprietà, Cristoforo Coppola con i figli Francesco e Cristiana. Accanto al golf, una squadra importante può sfumare l’immagine di un paese afflitto da investimenti dubbi e calibro 21 dei clan casalesi. L’ex sindaco Francesco Nuzzo, magistrato oggi a Cremona, si batteva per nuovi insediamenti. Con De Laurentiis progettava una seconda Malibù: spiaggia, golf, jet-society, studi di Filmauro. È credibile quindi la voce di una trattativa nelle ultime ore, attraverso operatori finanziari e dirigenti di una banca nazionale con filiale a Caserta. «È un paradiso immobiliare da 30-35 milioni», la stima. Ma la crisi non risparmia i santi. L’albergo sarà aperto solo per i ritiri del Napoli, alcuni clienti e i carabinieri dei reparti mobili cercano un’altra sistemazione. Motivo ufficiale: «I lavori molto invasivi ». Impianto di energia, riscaldamento da gasolio a gas, nuove linee d’interni, oltre ai lavori per il porto. Cominciano domenica, superato l’ultimo intralcio burocratico. La natura giuridica dei suoli: privati o demaniale dopo la transazione di 16 anni fa con il governo, prima di buttare giù gli ecomostri. I Coppola hanno la concessione ancora valida. I rapporti si sono attenuati. Il Napoli spende poco in albergo, non è più foresteria per i giovani, solo sede di allenamenti. Sono insofferenti i giocatori di golf, una clientela molto esigente. Per arginare l’invasione di tifosi fu il Napoli a schierare anche il suo servizio di vigilanza. Ed ora? Tocca a De Laurentiis: un’idea, una delle sue. Insistere su Castel Volturno all’ombra di un impero turistico carismatico, investire per realizzarvi la Casa del Napoli, aspettare la legge sugli stadi per costruirne uno, chissà dove, con uffici e villaggio. Di sicuro oggi cambia la vita del Napoli, esce dai lussi del grand hotel.

 

A.I.