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PAGELLONE NCL – I difensori: Albiol leader, Fernandez finalmente cresce. Britos insufficiente, bene Ghoulam e Maggio

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Napoli ©Getty Images

Dopo aver analizzato l’annata dei portieri azzurri, nel secondo appuntamento del nostro ‘pagellone’ parleremo dei difensori. Albiol si eleva su tutti come punto di riferimento del reparto arretrato napoletano. Fernandez mostra miglioramenti ma non è all’altezza del suo compagno di squadra, mentre deludono Britos, Cannavaro e Armero. Grande sorpresa difensiva è sicuramente il brasiliano Henrique che, arrivato come oggetto misterioso, riesce a conquistare la maglia da titolare e un posto nella nazionale per i Mondiali. Buone prestazioni anche per Maggio e Ghoulam, i quali potrebbero (e dovrebbero) fare qualcosa in più. Appena sufficienti Mesto e Zuniga, fuori quasi tutta la stagione a causa di gravi infortuni. Ecco i voti dei difensori:

Albiol 7 – E’ il migliore nel suo reparto. L’ex Real Madrid è il punto fermo della difesa partenopea nonché titolare inamovibile nel credo tattico beniteziano. Verso la fine della stagione denota molta stanchezza, alla base di tanti svarioni difensivi. Quasi sempre attento nell’anticipo, mostra qualche pecca palla al piede. La sua è una stagione altamente positiva.

Fernandez 6,5 – I miglioramenti si avvertono a vista d’occhio. Benitez gli dà fiducia e lui risponde con buone prestazioni in molteplici frangenti. Tuttavia, mostra ancora svariate lacune tattiche su cui lavorare. Il fisico imponente, se da un lato lo aiuta negli anticipi, non gli permette di avere l’agilità giusta in alcuni momenti della gara. Dopo anni di prestazioni mediocri, sembra aver trovato la giusta continuità. Finalmente in crescita.

Britos 4,5 – Titolare fisso con Mazzarri, non si adatta ai nuovi dettami tattici di Benitez. Sbaglia troppo frequentemente i tempi dell’anticipo e a posizionarsi. Emblematica la sconfitta di campionato contro il Parma, dove gran parte del demerito sul gol di Cassano è suo. Non sufficiente.

Henrique 7 – E’ una delle sorprese di quest’anno. Arrivato nel mercato di gennaio, il polivalente brasiliano si destreggia come mediano, terzino e centrale difensivo. L’eurogol di Catania è tra i più belli del torneo, mentre la convocazione al Mondiale è il coronamento di un’ottima annata all’ombra del Vesuvio. Sorprendente.

Maggio 6,5 – Giocare così lontano dalla porta non è facile per uno che fa degli inserimenti la sua arma migliore. Per la prima volta dopo 7 anni, chiude la stagione con zero gol fatti. Maggio non va oltre la piena sufficienza giocando l’intero campionato come terzino destro. I due infortuni non lo aiutano ad esprimersi al meglio, adesso è in ballottaggio per un posto al Mondiale. Sembrano trascorsi i tempi migliori.

Ghoulam 6,5 – Impiega poche settimane ad ambientarsi in Italia e a convincere l’allenatore a schierarlo titolare. Gran corsa, resistenza e potente sinistro sono le sue arme migliori; da rivedere la fase difensiva. Anche lui ha ottimi margini di miglioramento.

Mesto 6 – Benitez sembra avere un debole per l’agile terzino. Talvolta lo impiega addirittura come ala destra e Mesto non lo fa mai rimpiangere. Già dalle prime amichevoli estive, Giandomenico si esprime su buoni livelli, ma il gravissimo infortunio non lo fa andare oltre le 14 presenze stagionali.

Zuniga 6 – Inizia l’annata come titolare inamovibile. Diventa un caso per i restanti 6 mesi postoperatori e torna solamente nelle ultime due gare di campionato. Non va oltre la semplice sufficienza.

Reveillere 5,5 – Le doti atletiche del 35enne terzino francese sono in calando. Arriva a Napoli per porre rimedio all’emergenza difensiva e ci riesce mostrando qualche défaillance dovuta all’età.

Cannavaro 5 – Perde l’indiscussa titolarità e questo gli crea momenti di grande nervosismo. I disguidi con la società non lo aiutano a concentrarsi e ciò si ripercuote in campo. Con la brutta prestazione di Roma smarrisce definitivamente la fiducia del mister e decide di lasciare Napoli dopo anni di gioie e trionfi. Addio capitano.

Armero 5 – Stagione mediocre per il terzino colombiano. In difesa non riesce ad esprimersi su buoni livelli e in attacco non brilla per qualità tecniche. A gennaio decide di cambiare aria non trovando fortuna nemmeno in Inghilterra.

A cura di Mario D’Amiano (Twitter: @mariodamiano93)