Home Napoli News Capitan Hamsik e la sua Napoli: “Non mi serve una clausola rescissoria”

Capitan Hamsik e la sua Napoli: “Non mi serve una clausola rescissoria”

CONDIVIDI
Marek Hamsik ©Getty Images
Marek Hamsik ©Getty Images

 

 

Con le sue prestazioni e reti, Marek Hamsik, capitano del Napoli, ha contribuito enormemente al passaggio del turno degli azzurri in Champions League da primi della classe. Intervistato da ‘So Foot’, ha parlato di presente e passato e del suo amore per questa maglia e la città che rappresenta: “Non ho neanche bisogno di una clausola rescissoria nel mio contratto. Non mi muovo da qui”.

HIGUAIN-CAVANI – “Sarei potuto andar via anch’io. Cinque anni fa mi voleva il Milan e l’anno scorso la Juventus. Alla fine non è successo nulla perché ho sentito davvero la fiducia del tecnico e del presidente. Volevano restassi. Lo prova il fatto che per me non c’è alcuna clausola liberatoria. Né io né il presidente ne abbiamo bisogno. Non posso andar via. Qui la gente mi vuole troppo bene”.

ADDII – “Non li giudici e anzi li capisco. Per me sarebbe ancora più bello però vincere anche un solo grande trofeo col Napoli, rispetto a dieci altrove. Spero un giorno di vincerlo. Sono fiero di ciò che ho fatto e lo sarò di quanto riuscirò a fare. Qui c’è un’atmosfera unica. Chiedetelo ai napoletani se non sono un grande giocatore”.

TATUAGGI – “Sono come una droga. Ho fatto il primo a Bratislava, poi Paolo Cannavaro mi presentò Enzo Brandi, il suo tatuatore, e da lì non mi sono più fermato. La cresta? Ce l’ho da sempre, ma non sono un punk”.

PRIMI GIORNI – “Quando arrivai, i tifosi mi fecero capire che il calcio veniva prima di tutto per loro. A Brescia giocavo per 2-3mila persone. A Napoli ne ho visti altrettanti soltanto per la presentazione. Con me c’era Lavezzi, piccoletti, vestito male e con i capelli lunghi. Oggi invece ha molto stile ed è un personaggio straordinario. E’ un ottimista, un positivo e in campo un guerriero”.

MARADONA – “Record a un passo? Maradona resterà sempre il numero uno. Stare dopo di lui non è così male. Vincessi qualcosa col Napoli, potrei avvicinarmici ancora un po’”.