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Sciopero arbitri, Nicchi denuncia: “L’AIA è stata minacciata con pallottole”

Piero Giacomelli © Getty Images

SERIE A SCIOPERO ARBITRI / Mai come in questa stagione, con l’introduzione del VAR, gli arbitri sono finiti al centro del ciclone. L’importante ausilio della nuova tecnologia ha senza dubbio aiutato i direttori di gara, che allo stesso tempo sono stati però oggetto di aspre critiche da parte di tifosi e società. Ogni minimo errore, infatti, è ora sottolineato e ingigantito alla massima potenza. Il caso più clamoroso riguarda l’arbitro Giacomelli, finito a processo per la direzione di gara di Lazio-Torino. Quella appena descritta è solo una delle cause che starebbero spingendo la classe arbitrale a valutare un’eventuale astensione dall’attività nel prossimo weekend di campionato. Rischio sciopero, dunque, che si fa sempre più concreto per gli arbitri di Serie A e non solo.

Sciopero arbitri, AIA sul piede di guerra

Nicchi
Nicchi ©Getty Images

Secondo quanto riportato dal ‘Corriere dello Sport’, l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) sarebbe pronta a proclamare uno sciopero della categoria. Nella giornata di venerdì 6 aprile è stato infatti indetto un Comitato Nazionale con unico tema all’ordine del giorno “provvedimenti straordinari”. Il giorno previsto per lo sciopero potrebbe invece essere sabato 14 aprile, quando saranno in programma quattro partite della 32a giornata di Serie A (Atalanta-Inter, Chievo-Torino, Genoa-Crotone e Cagliari-Udinese), nove di Serie B e nove di Lega Pro. Tra i temi caldi, oltre a quello già citato in precedenza, ci sono le violenze sui direttori di gara, soprattutto nelle categorie giovanili e dilettantistiche e i rimborsi dalla Lega Pro alle categorie a scendere.

AIA, la conferenza stampa di Nicchi

Intervenuto nella conferenza stampa convocata a Roma, il presidente dell’Associazione italiana arbitri Marcello Nicchi ha denunciato: “Nella sede dell’Aia sono arrivati plichi con pallottole indirizzati al sottoscritto, al vicepresidente e a Rizzoli: abbiamo informato la Digos e il Viminale. Ci sono tesserati della Federcalcio che parlano di malafede della classe arbitrale: non ho sentito una parola da parte di nessuno. Un giornalista ha anche dichiarato in una trasmissione: “In guerra si va sparando, bisogna sparare agli arbitri”. Lo abbiamo denunciato e seguiremo gli sviluppi della vicenda, ma a seguito di questo episodio abbiamo ricevuto plichi con pallottole”. Un giudizio, infine, sull’introduzione del VAR: “Può darsi che ci sia qualcosa da perfezionare, come tutte le cose nuove, ma l’avvento della Var distingue il nostro calcio e fa giustizia. Siamo stati bravi a introdurre questo strumento: se strada facendo tutti si adeguano, vuol dire che è un mezzo interessante”.