Futuro Sarri, De Laurentiis: “Spero resti, non posso costringerlo”

Napoli ritiro estivo, De Laurentiis

Conferenza stampa di presentazione del ritiro a Dimaro, De Laurentiis parla del futuro di Maurizio Sarri

L’occasione era ghiotta e così Aurelio De Laurentiis è tornato a parlare del futuro di Maurizio Sarri. Durante la classica conferenza stampa di presentazione del ritiro a Dimaro (in programma dal 10 al 30 luglio), il presidente del Napoli ha risposto alle domande dei giornalisti presenti. Il punto interrogativo resta il futuro di Sarri. De Laurentiis però si mostra tranquillo: “Auguriamoci sia il quarto anno di Sarri a Dimaro. Io nutro meno dubbi di te di voi giornalisti, ma non posso costringerlo con la forza. Abbiamo un appuntamento la settimana prossima. Ora deve preparare la partita fuori casa, ci sono gli spostamenti e meno tempo. Ci siamo dati appuntamento per la prossima settimana. Ma non preoccupatevi, sono sereno”.

Futuro Sarri, De Laurentiis: “Società elemento portante”

Un incontro imminente e la sensazione estemporanea che si possa arrivare ad un accordo. La stoccata però arriva sul più bello e aumenta i dubbi sulla permanenza di Sarri. De Laurentiis non ci sta, cerca maggiore considerazione forse e non è preoccupato in caso di addio dell’allenatore toscano. L’attenzione infatti è focalizzata su quanto fatto prima dell’arrivo di Sarri: “L’ho scelto io contro il parere di tutti. Non penso possa lamentarsi della sua biografia calcistica di questi tre anni, ha costruito un bel modulo, esaltato da tutti all’estero. Avrebbero voluto imitarlo in molti, ma è difficile, particolare, tutti gliene siamo grati. Noi vincevamo anche prima con giocatori di minor livello, stipendi di un terzo forse anche un quarto siamo arrivati secondi con Mazzarri. Forse i punti che si facevano prima erano diversi, siamo d’accordo, anche con Benitez… e chi parla di cattivi rapporti con me dico che è falso. Mazzarri è stato quattro anni, Benitez aveva un contratto di un anno e un’opzione che non credeva che avrei esercitato, tant’è che rimase spiazzato perché aveva problemi con la lontananza dalla famiglia. Arrivammo quinti per qualche rigore, non facemmo male. Abbiamo creato anche campionissimi che giocavano e non giocavano altrove, qualcuno faceva 14 gol e da noi ne ha fatti 30. Questa è la storia, poi tutte le pedine sono state importanti. Voi avete sempre un modo molto soggettivo di analizzare, come se fossero decise dagli altri, non dal club. La società è l’elemento portante in ogni attività. Il regista senza il produttore non va da nessuna parte e ci sono tanti casi di flop. Sarri ha fatto bene, mi auguro resti, così come lui ha scalato le categorie, questi 3 anni gli sono stati utili per fare lui stesso un salto di qualità sull’esperienza. Mi auguro si possa fare sempre meglio, ma questo non dipende da chi costa di più. Non si risolvono così i problemi. Lo abbiamo dimostrato prendendo chi giocava meno, come Callejon che il primo anno superò i 20 gol, eppure non giocava”.

Futuro Sarri, l’incontro e l’indizio sulle date del ritiro

Nessun accenno alla gestione della rosa, come fatto qualche giorno fa, ma ora il problema è riconducibile ad una preparazione anticipata: “Ci siamo un po’ esauriti verso marzo ed aprile perché c’era il preliminare, caricammo in anticipo, c’era questo pericolo”. Infine la conferma dell’incontro e di una decisione ancora non presa: “Sarri è votato al lavoro, non è interessato a nient’altro. È difficile per i familiari parlargli, io cerco di essere meno invadente possibile. Poi arriva un momento in cui però bisogna parlare, come a gennaio. Se lo incontro la prossima settimana ora di cosa vogliamo parlare…”. L’incontro dovrebbe avvenire dopo l’ultima giornata di campionato, intanto c’è chi coglie un indizio sul possibile futuro di Sarri. Il ritiro di Dimaro durerà 20 giorni, una richiesta tipica dell’allenatore toscano che preferisce una lunga fase di preparazione stagionale senza eccessivi e inutili spostamenti.