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Pallanuoto femminile, è scudetto per Plebiscito Padova

pallanuto femminile
Plebiscito Padova

Padova – Orizzonte: grazie!

Grazie per avermi fatto emozionare. Grazie per avermi fatto ricordare il perché a 30 anni continuo ad amare questo sport così tanto e a non averne mai abbastanza. Grazie per la correttezza e il rispetto che avete mostrato sia nella vittoria che nella sconfitta.

Gioco a pallanuoto da 18 anni, la seguo da più di 20. Eppure nell’ultimo periodo la mia voglia di pallanuoto stava scemando. Perché sono molto critica riguardo gli “addetti ai lavori”, perché probabilmente volevo continuare a giocare ad alti livelli e quindi provavo della sana invidia per chi ha avuto la capacità e la possibilità di poterlo fare, perché vedere la piscina di Firenze semivuota durante i quarti di finale mi fa venire una rabbia impressionante.

Perché io sarei corsa a Firenze a vedere questi 3 giorni di pallanuoto spettacolo, così come quando vivevo a Palermo e correvo la domenica alle 9 del mattino a vedere le prodezze di un giovanissimo Antracite Lignano che dava spettacolo a livello giovanile.

Da qualche mese la mia pelle non ha più l’odore di cloro e non ho più accappatoi sparsi per la casa ad asciugare in tempi record, perché ho scoperto che dopo tanto stress fisico e mentale, il mio corpo ha bisogno di un po’ di amore in più e qualche cura rigenerativa che mi terrà almeno per un po’ lontana dalla piscina.

Ma comunque continuo ad amare la pallanuoto da spettatrice e tifosa, anche se a distanza. Perché anche a distanza ci si può emozionare ed Amare.

Pallanuoto femminile, la vittoria dei veri valori dello sport

Questo week end l’ho organizzato in base agli orari delle partite: “niente aperitivo in spiaggia, ci sono le partite! Ci vediamo dopo!” ho detto ai miei amici.

E bene ho fatto visto che è stata una bellissima Final Six. Da Malara a Cocchiere, Zanetta e Marcialis: che belle sorprese!

Si può contestare la formula della Final Six perché un anno di duro lavoro e sacrifici si gioca tutto in 32 minuti. In effetti, moralmente è frustrante. Ma quei 32 minuti in questo modo diventano davvero carichi di emozioni, come lo sono stati ieri, e rendono la pallanuoto più appetibile anche per chi di solito non la segue.

Piscina Bellariva di Firenze. Plebiscito Padova contro Ekipe Orizzonte.

Le patavine ci arrivano da campionesse in carica da 3 anni, le etnee ci arrivano con 46/48 punti conquistati nella regular season.

Nei primi due tempi una difesa magistrale del Padova, con braccia alte e a testa alta, non dà scampo alle bocche di fuoco etnee.

Al cambio campo, mentre vengono premiati i meravigliosi ragazzi di Waterpolo Ability, Martina Miceli carica le sue ragazze, con quella grinta e determinazione che solo lei ha ed è capace di trasmettere e che le ha permesso di vincere di tutto e di più.

Il terzo tempo inizia con l’Orizzonte che sfoga tutta la propria rabbia. Sale in cattedra Garibotti, che dimostra ancora una volta di avere nel dna determinazione e cazzimma. Tre reti per lei, uno di Marletta in superiorità numerica e in un solo tempo l’Ekipe sorpassa di misura le avversarie.

Tra il terzo e il quarto tempo mister Posterivo carica le sue “Avremmo pagato oro per stare a un gol da loro al quarto tempo, giochiamocela!”

Questo è il momento della svolta. Le sorelle Savioli si accendono e segnano in poco più di un minuto due reti che significano sorpasso. Bianconi finalmente riesce a liberarsi dall’asfissiante difesa avversaria, e dalla lunga distanza scaglia un tiro bellissimo e preciso nel sette della porta difesa da Teani ed è di nuovo pareggio.

Manca poco, pochissimo. Ogni azione può essere quella decisiva, lo sappiamo loro e lo sanno loro. L’emozione è alle stelle. Mi sono sentita come quando ero attaccata allo schermo della televisione mentre mi godevo la semifinale delle Olimpiadi di Atene.

Una disattenzione difensiva dell’Orizzonte porta al nuovo vantaggio del Padova, stavolta a segnare è Barzon. La partita continua. Uomo in più per le etnee. Time out. Miceli incita le sue “Ora facciamo gol”. E così è stato. Un giro palla meraviglioso, schema perfetto e gol dell’olandese Van der Sloot.

La partita finisce sul 6-6. Si va ai tiri di rigore.

Da una parte la Johnson, la pantera americana campionessa olimpica; dall’altra Teani, la migliore pararigori in circolazione.

A vincere lo scudetto è il Plebiscito Padova. A vincere è stata la pallanuoto femminile e lo sport. A vincere sono stata io, che ho ritrovato l’Amore che avevo perduto. “Abbiamo sprecato tanto, ma onore al Padova che ha giocato egregiamente” dichiara Miceli ai microfoni  di Raisport. “Uno scudetto arrivato dopo tantissimi sacrifici e dopo una partita bellissima sia nostra che delle nostre avversarie” dichiara il capitano del setterosa Queirolo prima di alzare al cielo il quarto scudetto.

“Si vince e si perde, sempre a testa alta” le dichiarazioni di Tania Di Mario, vicepresidentessa dell’Orizzonte, nel post partita. Che meravigliose dichiarazioni, da grandi campionesse, fuori e dentro l’acqua.

Mica come quelli post scudetto della Juventus.

A cura di: Eliana Acampora


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