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Napoli, Pepe Reina: “Orgoglioso di aver giocato in azzurro”

Reina addio Napoli
Pepe Reina (©Getty Images)

 

Pepe Reina torna a parlare di Napoli. Il portiere spagnolo racconta il piacere di essere stato in azzurro e le aspettative per l’arrivo al Milan.

Il suo contratto con il Napoli scadrà ufficialmente tra una settimana, sarà così libero di accasarsi al Milan ufficialmente in questo calciomercato. Ma il destino di Pepe Reina è già rossonero da diversi mesi, lo spagnolo ha salutato Napoli ormai un mese fa e non vede l’ora di ricominciare la sua nuova vita a qualche chilometro di distanza con una nuova maglia ed una nuova squadra. Nel suo destino, quindi, ancora la serie A, ma prima ancora c’è un Mondiale da conquistare con la Spagna. Reina non è un titolare di Hierro, ma inevitabilmente è un elemento fondamentale all’interno del gruppo spagnolo presente in Russia. Proprio dal ritiro spagnolo ai Mondiali arrivano le ultime parole di Pepe, che è tornato anche sugli anni trascorsi a Napoli. “In generale sono molto orgoglioso della carriera che ho fatto finora perché mi ha portato a giocare in club prestigiosi come Barcellona, Liverpool, Bayern Monaco e Napoli“, ha detto l’estremo difensore. Che si è poi proiettato in rossonero. “Il Milan è una sfida molto eccitante per me perché stiamo parlando di un club che ha qualcosa di storico. Metterò tutta la mia passione per poter riportare il club nel posto in cui merita di stare”.

Mercato Napoli, il dopo Reina si chiama Meret?

Nel frattempo, il Napoli è ancora alla ricerca di un portiere che possa sostituirlo in azzurro. Dopo le piste sfumate di Rui Patricio e Leno, sembrano essere rimasti Areola e Meret a giocarsi il posto per il futuro della porta azzurra. Il classe 1997 dell’Udinese è un vero e proprio pallino per Aurelio De Laurentiis che è pronto a mettere sul piatto almeno 30 milioni di euro. Meret proviene da due stagioni in prestito con la maglia della Spal. Dopo aver dimostrato tutte le sue qualità in serie B, la prima annata da titolare nella massima serie è stata caratterizzata da alti e bassi. 16 presenze per lui e qualche difetto da smussare, ma un’esperienza che è servita per testare il ragazzo finito ora nel mirino degli azzurri.