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Napoli, attacco poco prolifico: solo 6 reti fin qui in stagione

Zielinski Insigne Milik
Zielinski, Insigne e Milik © Getty Images

Attacco Napoli – Difesa sistemata, ma ora il problema degli azzurri è davanti, dove arrivano pochi gol.

Un Napoli che ritrova la solidità difensiva, un Napoli che ha imparato anche a soffrire, a subire anche senza incassare reti. Nella sperimentazione costante che sta portando avanti Carlo Ancelotti il primo obiettivo è stato raggiunto: il Napoli orfano di Jorginho e Reina era un colabrodo, come dimostrano le 6 reti incassate nelle prime partite. Problema risolto con il ricorso ad uno schieramento più rassicurante come il 4-4-2 e nelle ultime 2 partite arrivano zero reti. Tutto bene? Neanche per sogno. Già, perché il lenzuolo che ha coperto la testa adesso ha scoperto i piedi, e infatti lì davanti si evidenzia un problema non da poco.

Attacco Napoli poco prolifico, i dati

Sei reti in queste prime uscite, cinque delle quali segnate nelle prime due gare. Nelle ultime 3 soltanto una volta il Napoli è arrivato in porta e lo ha fatto grazie a Lorenzo Insigne. Soffrono, le punte designate, che non vanno a bersaglio da un bel po’ di tempo. 280 minuti di digiuno per Dries Mertens, che è andato a bersaglio contro il Milan, addirittura 405 per Milik, che sta rovinando la sua strepitosa media-gol dopo aver segnato alla prima contro la Lazio. All’appello mancano anche le reti di Callejon, che arretrando il suo raggio d’azione è inevitabilmente meno lucido davanti al portiere. Equilibri da recuperare, soluzioni offensive da trovare in fretta. Niente è perduto, il Napoli sta cercando la sua identità ma nel frattempo ha portato a casa 9 punti su 12 ed è a -3 dalla Juve. Ma ora è il momento di cambiare marcia: senza un attacco prolifico la difesa ritrovata potrebbe non bastare.

Attacco Napoli, il confronto con Benitez e Sarri

Grafico Attacco Napoli, allenatori a confronto

Numeri che preoccupano ancora di più se confrontati con quelli di Benitez e Sarri dopo le prime cinque partite stagionali. Lo spagnolo era stato in grado di far segnare 13 gol subendone solo 4 tra Bologna, Chievo, Atalanta, Dortmund e Milan (tutte partite vinte). Dati simili per Maurizio Sarri, che contro Sassuolo, Sampdoria, Empoli, Club Bruges e Lazio aveva raccolto un totale di 15 gol messi a segno 6 subiti. Per Ancelotti, invece, tra Lazio, Milan, Sampdoria, Fiorentina e Stella Rossa sono soltanto 6 i gol fatti, ed altrettanti quelli subiti.


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