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LO SCALA DEL CALCIO – Napoli, 7 gol in 7 giorni. E Ancelotti…

Juve e Inter già in testa, Lazio e Roma al palo. Il Napoli è un cantiere aperto con Ancelotti nel ruolo del vecchietto che guarda

a cura di Antonio Scala

Eccoci, appassionati della Serie A. Dopo due giornate abbiamo un terzetto al comando della classifica. Al fianco delle preventivabili Juve e Inter c’è il sorprendente Torino di Mazzarri che viaggia a punteggio pieno sfruttando la preparazione anticipata per i 112 turni preliminari giocati per (non) partecipare all’Europa League.

Tutti gli occhi erano puntati sul big-match. Lecce-Verona.

Dai, scherzo, togliamoci subito questo dente. Allo Stadium la Juve merita il successo con 60 minuti in cui suona il Napoli di Ancelotti come neanche Mike Tyson ai tempi d’oro. Gli ultimi 30 minuti però sono un’altra partita, il Napoli reagisce e mette al tappeto una Juve sulle gambe rientrando miracolosamente in gara. All’ultimo minuto però, il miglior difensore della scorsa stagione combina la frittata dimostrando ancora una volta che la Serie A è un campionato avvincente e imprevedibile in cui 20 squadre combattono strenuamente. Per far vincere lo scudetto alla Juve.

Nonostante la vittoria, è parso particolarmente amareggiato Sarri che, giusto per non perdere l’abitudine, si è lamentato del fatto che la Juve gioca sempre prima del Napoli.

Soprassediamo sui beceri cori razzisti provenienti da un po’ tutti i settori dello Stadium: non voglio infierire, Madre Natura è già stata impietosa facendoli juventini. Trovo invece simpatico, a dispetto delle solite polemiche, lo sfottò dell’ “oje vita, oje vita mia” cantato dalla curva juventina. Se proprio devo muovere un appunto artistico, direi solo che “’o surdato ‘nnamurato” cantato con l’accento calabrese non viene proprio benissimo.

A proposito di cori, ieri Lukaku ne è stato vittima a Cagliari: benvenuto in Italia, Romelu.

Juve-Napoli, Ancelotti in confusione: ha chiamato Fabian Kakà!

Per quel che riguarda il nostro Napoli, a detta di tutti, avremmo dovuto sfruttare la continuità del progetto tecnico rispetto alle rivoluzionate rivali. Ed infatti a inizio settembre già siamo a -3. Il più confuso di tutti sembra proprio sir Carletto. Il suo stato confusionale ha contagiato tutto lo spogliatoio soprattutto quando ha cominciato a rivolgersi a Fabian Ruiz chiamandolo Kakà.

In ogni caso niente paura cari tifosi del Napoli, il mister riuscirà a trovare la quadratura del cerchio. Oppure, quantomeno riuscirà a far finire tutte le partite del Napoli 4-3. Così potremmo chiudere il campionato con 140 gol fatti e 140 subiti. Per questa eventualità, l’unità cardiologica dell’ospedale Monaldi è già stata allertata.

Ancora qualche ora e per il Napoli (così come per tutte le altre) il mercato chiuderà. Ancelotti è stato sibillino dicendo “siamo contenti, speriamo di essere contentissimi”. Credo si riferisca alla cessione di Hysaj.

È stata anche la domenica del derby di Roma. Un pareggio che tutto sommato sta un po’ stretto alla Lazio che ha fatto qualcosina in più. Bisogna dire che un derby in calendario così presto, senza troppi assilli di classifica e con le squadre ancora in condizioni di forma precarie, ha giovato soprattutto allo spettacolo. La partita è stata vivace e divertente come testimonia il fatto che solo nella prima mezz’ora le due squadre hanno preso tanti di quei pali che neanche Salvini tra il Papeete e il Parlamento.

Serie A, Montella “alla pari” e Di Francesco non si smentisce

Permettetemi un pensiero su un personaggio che l’anno scorso è mancato molto al campionato e soprattutto a questa rubrica. Vincenzino “alla pari” Montella. Anche ieri la sua Fiorentina se l’è giocata (quasi) alla pari con il Genoa. Ed anche ieri la sua Fiorentina ha perso. C’è da dire che il povero Vincenzino non ha tutti i torti: le sue squadre giocano davvero un buon calcio veloce e propositivo, solo che alla fine in un modo o nell’altro riescono sempre a perdere. Io mi sto convincendo che sia proprio lui a portare sfiga.

In tema di allenatori allegri, ennesima impresa di mister Di Francesco che prende 4 pere pure dal Sassuolo, il tutto con la stessa faccia di quando eliminò il Barcellona alla guida della Roma. Parafrasando lo storico aforisma su Clint Eastwood, il caro Eusebio ha due espressioni: quella quando perde. E basta. In ogni caso a fargli compagnia in fondo alla classifica c’è la Spal del figlio Federico. Buon sangue non mente.

E ora prima del primo tour de force tra campionato e coppe ci fermiamo due settimane, c’è la sosta per le nazionali. Chissà perché la chiamano sosta per le nazionali. Forse perché “giocatori che valgono decine di milioni di euro vanno a spaccarsi le gambe in entusiasmanti partite contro San Marino e Lussemburgo era troppo lungo”.