Napoli-Cagliari, le pagelle del giorno dopo: si può dare un voto alla sfortuna?

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Napoli-Cagliari, le pagelle del giorno dopo affievoliscono l’amarezza e fanno pensare: si può dare un voto alla sfortuna?

Napoli-Cagliari, Mertens (Getty Images)
Napoli-Cagliari, Mertens (Getty Images)

E’ stata la solita partitaccia. Una di quelle sere in cui puoi star lì, a tirare per novanta minuti e non vederla mai entrare. Il Napoli è caduto, sotto i colpi di un Cagliari attendista, attento e pragmatico in difesa. Alla fine l’ha spuntata Maran, dopo che l’anno scorso vide i propri ragazzi perdere in extremis, sia all’andata che al ritorno. Ancelotti riflette ed esorcizza la sconfitta appellandosi all’obiettività della buona prestazione offerta. Intanto, tre punti son andati persi, mentre Juventus e Inter continuano a correre.

Napoli-Cagliari, le pagelle del giorno dopo: male i piccoletti, bene i terzini

Meret 6 – Incolpevole sull’unico tiro in porta del Cagliari, la prestazione dell’ex Spal è ai limiti del senza voto.

Di Lorenzo 6,5 – C’è pochissimo da dire: anche in una giornata come quella contro i sardi, l’ex Empoli e Matera si conferma un terzino degno di questo nome.

Manolas 6 –  Attento in chiusura e bravo nel koulibaleggiare nel primo tempo, al fianco di Maksimovic. Sfiora anche la rete su calcio d’angolo. Peccato l’ex compagno Olsen si sia ricordato come utilizzare i guantoni proprio ieri.

Maksimovic 6 – Partita sufficiente per l’ex Torino, costretto ad uscire nell’intervallo per una botta al ginocchio.

Mario Rui 7 – Nettamente il migliore in campo per gli uomini di Ancelotti. Il portoghese fa gli straordinari in attacco, giocando nel finale da ala aggiunta. Per poco non piazza l’assist vincente per Llorente.

Callejon 5,5 – E’ davvero difficile dare un’insufficienza allo spagnolo, ma ieri, oggettivamente, poteva dare qualcosina in più. Il ritmo flemmatico della manovra è dipeso anche dal poco movimento dei calciatori più avanzati.

Allan 5 – Non ci siamo. Davvero. Il brasiliano è in condizioni difficili da commentare. Il ritardo nella preparazione è palpabile e, Liverpool a parte (dove le motivazioni extra lo hanno esaltato per 70′), l’ex Udinese è un lontano cugino dell’alieno visto l’anno scorso.

Zielinski 5 – C’è amarezza. A 26 anni, ormai, Piotr è questo: piedi di un’altra categoria, ma un rendimento troppo discontinuo per essere considerato un calciatore capace di spostare realmente le sorti di un grande club. Il piattone finale è da panchina alla prossima. Il San Paolo grida ancora vendetta. E la bomba da fuori…

Insigne 5,5 – Ennesimo gol mangiato. Per carità, massima comprensione per Lorenzo, che sulla sinistra corre per due, ma il suo continuo divorare occasioni importanti pesa in partite come questa. E se pesa in partite come questa, finisce con il pesare anche sul campionato alla lunga.

Lozano 5 – Ingabbiato dalle maglie cagliaritane, il messicano non è riuscito ad interpretare il ruolo come richiesto da Ancelotti. Spesso pescato spalle alla porta e appiattito sulla linea dei centrali, el Chucky non ha cercato violentemente la profondità alle spalle della retroguardia sarda, finendo con l’imbottigliarsi continuamente in una sequela di tackle avversari. Per Ancelotti, Lozano è una punta. Chissà se il messicano si senta realmente tale.

Mertens 5,5 – Pali a parte, la prestazione resta assimilabile a quella dei suoi compagni di reparto. La sfortuna non può essere giudicata, pertanto, bisogna essere critici. E anche più concreti sotto porta.

Koulibaly 5 – Per carità, subentrato alla ripresa al posto di Maksimovic, il senegalese ha fatto benissimo, ma quell’espulsione resta evitabile. Non si può perdere la testa per una trattenuta (quella su Llorente) chiaramente non giudicabile e allo stesso tempo compromettere gli ultimi minuti della squadra e la partita successiva. Uno come Kalidou, non può.

Llorente 6 – Entra al 66′ e fa la guerra. Sponde, colpi di testa, corpo a corpo con i centrali cagliaritani e per poco non sfiora il gol. Il basco si conferma riserva dal grande impatto, soprattutto quando c’è da buttarla in mezzo.

Milik s.v. – L’unico highilights in cui compare è la sua entrata in campo al 74′. E’ materialmente impossibile giudicare la prestazione del polacco.

Ancelotti 5,5 – E nonostante tutto, il tecnico emiliano non l’aveva preparata malissimo. Anzi. Concettualmente, la squadra era quella giusta per mettere in crisi il Cagliari sulle transizioni offensive e sui lanci alle spalle della difesa sarda. Peccato che la prestazione dei singoli non è stata quella attesa. Il Napoli avrebbe anche meritato di passare in vantaggio, ma il calcio è anche questo. Purtroppo.