Gattuso al Napoli, tra ‘Ringhio Starr’ e déjà vu sarristi

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Gattuso al Napoli e la conferenza di presentazione diventa già un calderone di spunti e speculazioni

Gattuso, nuovo allenatore del Napoli (Getty Images)

Sono bastati pochi minuti per rendere già cult la conferenza stampa di presentazione di Gennaro Gattuso al Napoli. E’ chiaro che a racchiudere tutto ci sia l’aureliano soprannome “Ringhio Starr”, con il quale De Laurentiis ha dato il via alle domande dei giornalisti. Eppure, due-tre frasi premonitrici (in positivo, attenzione) sono state pronunciate dal tecnico calabrese. E senza scadere nell’apologia di Sarrismo, sono state frasi che ci hanno fatto sorridere e vivere un déjà vu di qualche conferenza passata. I costanti richiami al lavoro di campo, il fermo rifiuto verso le domande di mercato, la voglia e l’obiettivo di valorizzare al meglio le risorse a disposizione, esprimendo un bel gioco nonostante il bisogno di risultati. E se non fosse abbastanza, l’amore per il 4-3-3 e la dialettica operaia, quella di chi è venuto fuori dal nulla. Trentasette minuti di déjà vu sarriano e sarrista, con Gattuso che ha mostrato (a parole) idee chiare e realistiche sul proprio da farsi in azzurro. Lasciando ben sperare.

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Napoli, Gattuso non è un semplice mastino ringhioso

Al di là delle amabili parole e delle referenze, il destino del Napoli (ovviamente) passerà dalle azioni del nuovo tecnico. Gattuso, tuttavia, ha tutto per far ben sperare il pubblico napoletano. E non solo per la propria fama di mastino ringhioso. Nel suo anno e mezzo al Milan, il tecnico calabrese ha dimostrato di avere un’idea di calcio ben precisa, forte ed identitaria, capace di permeare in fretta con grande efficacia. In tal senso, ha messo in evidenza il proprio 4-3-3, strutturato e codificato, in controtendenza con il calcio liquido idealizzato da Ancelotti e più vicino al calcio di sistema propugnato, invece, da Sarri. I segnali incoraggianti ci sono e (almeno in teoria) potrebbero essere perseguiti con successo da un allenatore come Gattuso. Umanamente predisposto a compattare ambienti divisi, caratterialmente abituato a lavorare in maniera risoluta e pragmatica, tecnicamente devoto a proporre un gioco di qualità: tre punti cardini sul quale il Napoli potrebbe instaurare un rapporto lungo ben più di soli sei mesi.