“Sono costretto a partecipare”, l’attacco di De Laurentiis alla UEFA

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Aurelio De Laurentiis, nel corso dell’incontro di ieri con gli studenti di un liceo di Caserta, ha sferrato un duro attacco alla Uefa.

Aurelio De Laurentiis, dopo la cocente sconfitta del Napoli di Luciano Spalletti contro l’Empoli di Andreazzoli, è intervenuto in prima persona per ricompattare tutto l’ambiente. Il patron partenopeo, infatti, da quel ko, si sta recando quasi ogni giorno a Castel Volturno per assistere a bordo campo agli allenamenti dei calciatori azzurri.

Aurelio De Laurentiis pensieroso
Aurelio De Laurentiis con suo figlio Luigi allo stadio (LaPresse)

Il presidente, inoltre, ha organizzato  varie cene con la squaddra per parlare di eventuali problemi. Questa iniziativa di De Laurentiis ha avuto sicuramente qualche effetto, visto il roboante 6-1 del Napoli di sabato scorso al Maradona contro il Sassuolo di Alessio Dionisi. Il patron partenopeo in questi giorni non è stato solo presente sul campo di Castel Volturno ma ha anche sui media, considerando le tante interviste rilasciate ai vari organi di stampa. 

Interviste in cui De Laurentiis ha parlato a 360 gradi del suo Napoli: da Luciano Spalletti, passando per i calciatori, al calciomercato. Il presidente della squadra azzurra è tornato a rilasciare delle dichiarazioni nella giornata di ieri in occasione dell’incontro con gli studenti del Liceo scientifico ‘Giordani’ di Caserta, in cui ha sferrato anche un duro attacco alla Uefa.

UEFA, Aurelio De Laurentiis contro la Champions League: “Non ci credo, sono costretto a partecipare per il fatturato”

Ceferin pensieroso
Aleksander Ceferin, presidente della Uefa (LaPresse)

Il patron, infatti, si è soffermato sia sul progetto della Superlega che sulla massima competizione europea: “Sono stato tra i primi a telefonare ad Andrea Agnelli per dirgli che stava commettendo un errore. Non sono d’accordo con la Superlega, ma non credo neanche in questa Champions League, a cui sono costretto a partecipare per il fatturato”.

Aurelio De Laurentiis ha poi concluso il suo intervento: “Per i campionati nazionali ci vuole più rispetto. Sarebbe più opportuno, magari, creare due gironi composti da 25 squadre: da una parte le prime cinque classificate nei cinque maggiori campionati europei, mentre nell’altro inserirei i team vincenti degli altri campionati, poi ci sarebbero degli incroci tra i due gironi”.