Giovanni ride, Diego piange: il destino dei Simeone in Champions è crudele

Destini incrociati per Giovanni e Diego Simeone in Champions League. Ma sorride solo il figlio, perché il padre ha vissuto una serata amara: il loro sogno non si può avverare

La Champions League era il sogno di Giovanni Simeone: il Cholito, oggi attaccante del Napoli, aveva visto il papà tante volte trionfare da giocatore nel torneo europeo più prestigioso. E ancora un appuntamento fisso con il suo Atletico Madrid, portato fino in alto con grande passione e bravura. Sperava che un giorno toccasse anche a lui: toccare il cielo con un dito. Cominciare con un gol, e poi magari chissà. Il Napoli gli ha dato questa possibilità, e lui non se l’è fatta scappare.

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Giovanni ride, Diego piange: il destino dei Simeone in Champions è crudele (LaPresse)

Subito a segno alla prima presenza, dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo. Di gol poi ne sono arrivati altri tre, in un girone che il Napoli ha dominato conquistando gli ottavi con due turni d’anticipo. E giustamente Giovanni era pronto a un altro sogno che poteva avverarsi: quello di sfidare suo padre in una partita ufficiale. Lui in campo col Napoli, Diego in panchina con l’Atletico Madrid. Del resto il Cholito aveva sempre seguito con attenzione il cammino della squadra del papà. Appena finita la partita della sua squadra, ad esempio, immediatamente chiedeva cosa avesse fatto l’Atletico.

Simeone padre e figlio: il destino ha detto “no” all’incrocio agli ottavi

Giovanni Simeone (LaPresse)

E anche Giovanni, come tutti i tifosi madrileni, ha sofferto in questo girone. La qualificazione agli ottavi è sempre stata in discussione, ma pensava che alla fine sarebbe arrivata. E poi il destino sarebbe stato affidato al sorteggio. Invece le cose sono andate diversamente: nel quinto turno il Napoli era già qualificato e in lotta “solo” per il primo posto. Dall’altro lato l’Atletico del Cholo si giocava tutto: non ce l’ha fatta. La miseria di 4 punti in 5 partite: eliminato con una giornata d’anticipo. Niente da fare: è arrivata la retrocessione in Europa League. E una volta tanto, ma a sorpresa, sarà Diego a guardare il figlio giocare in Champions, e non viceversa. Troppo poco il pari rimediato contro il Bayer Leverkusen. Serviva di più. Il rigore sul finale li ha inchiodati al terzo posto a una giornata dal termine. Addio sogno, ma quanto meno don Diego ha un motivo per consolarsi.