Decreto salva calcio, è ufficiale: il governo rinuncia a 1 miliardo di tasse e grazia i club di Serie A

Dopo tanto parlarne arriva davvero la conferma sul decreto salva calcio, a sorpresa il governo rinuncia a ben un miliardo di euro

La pandemia dovuta al Covid-19 potrebbe essere finalmente arrivata alla fine, o almeno da un punto di vista “medico”. Per quanto riguarda il calcio invece mai come adesso il discorso Covid tiene banco dopo aver preso per la gola i club di Serie A, che ad oggi si trovano sommersi di debiti.

L’economia del calcio in Italia purtroppo è molto fragile, lo hanno dimostrato negli anni i fallimenti di squadre come il Parma, che fu venduto alla cifra simbolica di 1€ per poi fallire miseramente a causa della pessima gestione Giampiero Manenti che attraverso la sua piccola società riuscì a prelevare parte delle quote della holding che gestiva la società emiliana.

Decreto salva calcio, è ufficiale: il governo rinuncia a 1 miliardo Napolicalciolive.com
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Questo è probabilmente solo l’ultimo esempio in ordine cronologico di società che sono state portate al fallimento si per mancanza di fondi, ma soprattutto in questo caso di chi ne ha permesso l’acquisto senza sincerarsi delle condizioni economiche dell’acquirente.

Prima del Parma toccò anche a Napoli e Fiorentina, le quali dovettero ricorre anche al cambio di nominativo della società a causa della perdita del titolo. L’idea di calcio business in Italia è arrivata probabilmente tardi rispetto ad esempio la Premier League, e gli effetti si sono visti non appena la “macchina” ha dovuto fermarsi a causa del virus.

Fallimenti e introiti non all’altezza: così il campionato più bello del mondo ha perso il suo primato

Tra gli anni 90 e inizio 2000 potremmo affermare senza ombra di dubbio il fatto che la Serie A avesse pochi rivali in Europa e nel mondo, solo la Premier League poteva essere al livello del nostro campionato, grazie a squadre divenute storiche per questo sport, come ad esempio Liverpool e Manchester United.

Purtroppo però il presente dice tutt’altro, gli inglesi ad esempio dal punto di vista di appeal ci hanno surclassato, così come La Liga, grazie ai tanti campioni che hanno vestito le maglie di Barcellona e Real Madrid e addirittura il campionato tedesco ha raggiunto i nostri livelli di gradimento al pubblico.

Tutto questo ha influito anche a livello economico sui club, soprattutto se comparati con i livelli raggiunti dagli inglesi. Sul piano dei diritti tv infatti l’Italia si classifica dietro a Spagna e Inghilterra, con cifre che fanno rabbrividire:

Decreto salva calcio, è ufficiale: il governo rinuncia a 1 miliardo Napolicalciolive.com
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Quasi 4 miliardi di euro vanno ai club inglesi, cosa che consente alla neopromossa di incassare addirittura 100 milioni di euro, mentre la nostra Serie A deve “accontentarsi” di poco più di 1 miliardo, mentre La Liga supera i due miliardi, tutto questo ha contribuito ad aumentare il gap tra noi ed il resto d’Europa.

Tutto questo se aggiunto al periodo di pandemia ha contribuito ad aumentare i debiti dei club che si sono ritrovati davvero in pessime acque, ma finalmente arriva la svolta grazie alla proposta presentata dal governo.

Decreto salva calcio, il governo rinuncia a 1 miliardo per salvare i club di A

Come detto in precedenza la pandemia ha contribuito in maniera determinante sul fatturato di praticamente tutte le aziende, ed il calcio non è stato da meno. Lo stop al campionato ha prodotto un rosso importante, soprattutto dal punto di vista degli impianti sportivi, che con la ripresa del campionato hanno avuto una capienza massima del 50% verso la fine della prima ondata, mentre nella fase iniziale di ripresa ci fu la decisione di giocare a porte chiuse.

Le mancate entrate hanno danneggiato talmente tanto i conti delle società da non permettere a nessuna di esse di riuscire a pagare le dovute tasse, cosa che ha creato un problema senza precedenti di cui si è dovuto preoccupare in prima persona il governo Meloni, che ha deciso di stanziare aiuti considerevoli per le società di Serie A.

La manovra porta non pochi benefici, come scrive QuiFinanza infatti i club potranno spalmare i loro debiti in ben 60 rate nei prossimi 5 anni, andando incontro ad una mora pari soltanto al 3%.

L’intervento era inizialmente previsto nel decreto Aiuti quater, ma si è spostato successivamente nella manovra, cosa che ha scatenato non poche polemiche. Con il via libera alla misura vengono posticipati i debiti Irpef e Inps delle società sportive sospesi per tutto il 2022 a causa del Covid.

Decreto salva calcio, è ufficiale: il governo rinuncia a 1 miliardo Napolicalciolive.com
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Senza questa approvazione il dovuto dal punto di vista fiscale e contributivo andrebbe saldato il 22 dicembre se le società non vogliono intercorrere in sanzioni e interessi. Il nuovo emendamento permette invece di spalmare appunto il debito in 60 rate mensili, da pagare in 5 anni praticamente senza interessi e senza sanzioni, con scudo penale e sportivo.

Il portavoce di questa proposta è stato nientemeno che Claudio Lotito, forte del suo ruolo da senatore per la Regione Lazio proprio con Fratelli d’Italia che si è battuto come un leone. In un primo momento infatti  l’attuale premier Giorgia Meloni aveva chiesto ai suoi di non votare tale provvedimento, per poi ripensarci in corsa, cosa che costerà al governo un miliardo di euro, ma che almeno garantirà il pagamento da parte dei diretti interessati senza compromettere la già delicata economia del sistema calcio.