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Renica: “La difesa non si discute”

Di gol ne ha fatti tanti, il Napoli. Sessantasei. Meglio di lui solo Milan (74) e Juve (68). Davvero niente male. Se si parla di difesa, invece, il discorso diventa complicato. Persino imbarazzante. Perché ne ha presi troppi. Quarantasei: uno più del Chievo e del Siena, tre più del Bologna, dell’Atalanta e della Fiorentina e tanti quanti ne ha beccati il Cagliari che ha fatto fatica a mettere al sicuro il campionato. Numeri alla mano, mai tanti “buchi” là dietro da quando c’è Mazzarri. Bene, detta così il rimedio può sembrare semplice: difesa da rifare e via il problema. E invece no. Invece, chi ne capisce ragiona in altro modo. Alessandro Renica, ex libero degli scudetti e delle coppe azzurre dell’era Maradona e oggi allenatore del Trissino fresco di promozione in serie D, per la difesa del Napoli chiede più rispetto.
E allora, Renica, da dove si parte?

«Da quest’odioso disfattismo che ha circondato la difesa azzurra durante il campionato. Ho sentito spesso di giocatori sotto accusa. Persino Cannavaro è stato messo a volte in discussione. Errore grave. Perché qualsivoglia atleta rende assai di più se avverte fiducia intorno a sé. Se invece capita il contrario, rischia diventare timoroso. E di sbagliare».

Parla per esperienza personale?

« E’ successo anche a me. E proprio a Napoli. Ma questo non c’entra. E’ che non mi sono piaciuti certi giudizi, certe critiche. Molte analisi le ho trovate assai superficiali».

Può darsi. Ma quei 46 gol come se li spiega?

«Sono il risultati di fatti e di dinamiche diverse. Intanto, non parlerei di difesa ma di fase difensiva. Cosa, questa, che coinvolge tutta la squadra e non un solo reparto».

Siamo d’accordo. E poi?

«Poi ci sono tre ragioni: una tattica, una fisica, l’ultima individuale.

Spieghiamo?

«Quando dico tattica, intendo dire che nell’ultima stagione, molto più che nella precedente, gli avversari hanno capito come far male al Napoli. Hanno imparato il suo modo di giocare e hanno sfruttato certi meccanismi non sempre perfetti. Non è forse vero che molti gol il Napoli li ha presi da centrocampisti che hanno trovato un buco al centro e si sono inseriti con i tempi giusti?»

Scarsa copertura da parte del centrocampo, insomma. Andiamo avanti signor Renica.

«Problemi fisici. Mi riferisco agli infortuni e a quello di Britos in particolare, ma anche alla fatica, fisica e mentale che il Napoli ha pagato in nome e per conto della Champions. Il Napoli è stato fantastico, ma quello stress l’ha pagato a caro prezzo».

Però ha anche tremato su ogni pallone alto, su ogni corner e ogni punizione?
«Vero. E questo è il terzo motivo: gli errori individuali. Sui calci piazzati il Napoli ha sofferto posizioni a volte non esatte, ma anche mancanza di centimetri in area di rigore. L’esempio più lampante è stato il ritorno con il Chelsea. Ogni volta che arrivava un pallone alto in area di rigore ilNapoli era terrorizzato. Avesse avuto là in mezzo più centimetri e più giocatori abili di testa, beh, il turno l’avremmo passato noi».

Insomma, lei la difesa del Napoli l’assolve?

«Di più. L’apprezzo. Mi piace. Non discuto gente che si chiamaCannavaroCampagnaroAronica. E sono certo che anche Fernandez è un buon giocatore».

Quindi, lei non cambierebbe nulla per la prossima stagione?

«Non dico questo. Tutto è migliorabile, ma a patto che i nuovi giocatori siano davvero migliori rispetto a quelli che ci sono già».

E De Sanctis?

«Ma scherziamo? De Sanctis è tra i portieri più affidabili del nostro campionato. Vogliamo mettere in discussione pure lui?»

Per carità. Andiamo avanti. E poiché tutto è migliorabile, Renica chi vedrebbe bene in una difesa azzurra rinnovata?

«Mi fu fatta la stessa domanda un paio di stagioni fa e dissi Andrea Barzagli. Allora era al Wolfsburg e sarebbe costato poco o nulla. Lo prese la Juve e per i bianconeri è stato di sicuro un buon affare. Io sono per i giocatori bravi ed esperti come lui, anche se in questo momento in giro non ne vedo tanti».

E giovani di belle speranze, invece?

«Il Napoli già ce l’ha: Fernandez. Mi piace e spero per lui che trovi più spazio nella prossima stagione. E ora posso farla io una domanda? Davvero Lavezzi se ne va? Perché se è vero per il Napoli si pone un problema grosso: sostituirlo adeguatamente, infatti, non sarebbe semplice».

Ora è lei che fa del disfattismo.

«Può darsi, ma se il Napoli vuole crescere ancora deve aggiungere qualità alla qualità che ha già e non lasciar partire i suoi campioni».

Parla da allenatore o da tifoso azzurro?

«Parlo da grande appassionato del pallone e dico che il Napoli avrebbe potuto vincere lo scudetto due stagioni fa e che quest’anno non era secondo alla Juve che l’ha vinto. Non avesse pagato così tanto la fatica della Champions…».

Fonte: Il Corriere dello Sport

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