@NCLiveCOM – Viaggio nel Club Napoli Berlino: “Qui tifiamo e ci sentiamo a casa”

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napoli club berlinoIl Club Napoli Berlino non è un club come gli altri. Club ufficiale ed unico presente a Berlino a prima vista sembra più un gruppo di amici che si incontra al bar per parlare di calcio e, ovviamente, per guardare il Napoli. Per Napolicalciolive.com stiamo seguendo la trasferta del Napoli a Lipsia, con immancabile scalo a Berlino. Qui abbiamo preso contatti con uno degli esponenti principali di questo gruppo: si chiama Vincenzo, è a Berlino da 8 anni per studio e per amore. Nel frattempo ha avuto numerose esperienze lavorative all’Hard Rock Cafè, Easyjet, Zalando ed ora FlixBus. A Berlino ha la possibilità di allenarsi e guadagnare per riuscire a fare quello che più gli piace…cioè correre. È un maratoneta e coltiva il sogno di partecipare alla maratona di New York. Vincenzo ci dà appuntamento al quartier generale del Club. Arriviamo a Wittembergplatz e ci mettiamo trenta secondi per trovarlo. Inconfondibile. Caffè Bistrot Italia. Sembra esattamente quello che è: un localino a tema rigorosamente calcistico dove sorseggiare l’immancabile birra e guardare le partite insieme ad una clientela prevalentemente italiana. Anzi, prevalentemente napoletana. Il cameriere, pensate, è di Dimaro: “Quando ci ha detto di dov’era – racconta Francesco, a Berlino già da qualche lustro – ha aggiunto che era un paesino minuscolo in Trentino che non avremmo mai potuto conoscere. Quando ha detto ‘Dimaro’ siamo esplosi in un boato. Non sapeva che ormai a casa sua tifano tutti Napoli. Ora, naturalmente, tifa Napoli anche lui”. E visto l’ambiente non potrebbe essere altrimenti.

Club Napoli Berlino, scopriamo il Caffè Bistrot Italia, dove guardare le partite del Napoli

Club Napoli Berlino, dicevamo. Loro hanno anche la sciarpa e ce la mostrano con fierezza, così come ci raccontano con fierezza il programma di giovedì. “Liepzig, senza nessun dubbio. Una volta che arriva il Napoli in Germania non ce lo possiamo perdere per nessun motivo al mondo”, ci racconta Antonio, che vive qui da più di 30 anni. “Sono arrivato a metà anni 80, ma il 10 maggio 1987 presi un volo solo per essere allo stadio a guardare Napoli-Fiorentina”. D’altra parte per i tantissimi napoletani emigrati in Germania la squadra non è solo una passione. È motivo d’orgoglio, un momento per tornare a casa, anche solo con la mente, anche se si manca da tanto tempo. Mentre ci parlo mi fa un certo effetto riscontrare che quest-uomo ha vissuto più di metà della sua vita in Germania ma è ancora così legato alla tradizione napoletana. E al Napoli, ovviamente, perché è di questo che stiamo parlando. Gli fa eco Mario, suo fratello gemello, anche lui a Berlino da una vita. Insieme ci raccontano qualche aneddoto divertente e ci mostrano qualche video dell’atmosfera che si respira al Caffè Bistrot Italia. Mi viene voglia di guardare una partita con loro. Sono simpatici e mi hanno già offerto un bel birrozzo.

La partita del Napoli al Caffè Bistrot Italia: qui si incontrano i ragazzi del Club Napoli Berlino

Guardiamo i video, ma prima Antonio ci tiene a specificare una cosa. “Il nostro Club Napoli Berlino non si è sempre incontrato al Caffè Bistrot Italia, ma da quando siamo qui e abbiamo conosciuto Ruggiero (il titolare del locale ndr) non siamo più andati via. Prima di scoprirlo ci incontravamo un po’ ovunque trasmettessero la partita, con situazioni anche un po’ borderline”. Scene di ordinaria napoletanità in una città che più “quadrata” non si può. “Ad esempio – racconta Francesco – ricordo nitidamente quel famoso Juve-Napoli del 2009. La Juventus era avanti di due gol, ma già alla prima rete di Hamsik tiriamo fuori un boato che gli abitanti della zona chiamano la Polizei. Arrivano e ci intimano di non fare troppo casino, ma quando pareggia Datolo è davvero difficile contenerci. Cercano di riportare l’ordine e sanno essere piuttosto convincenti, ma poi c’è quell’azione travolgente sulla sinistra, Datolo che la dà al centro, respinta del difensore e Hamsik a rimorchio. L’abbiamo vissuta con un trasporto crescente ma senza esagerare (mica siamo scemi, questi non scherzano!), tanto che alla fine anche i poliziotti sembravano essere felici per noi e hanno partecipato all’esultanza. Moderatamente”. Del resto siamo pur sempre in Germania.