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Real-Juve, da Buffon ad Agnelli: la gravità delle parole bianconere post-partita

Le parole degli juventini dopo Real-Juve sono di un’arroganza che va tenuta in considerazione. Al di là degli sfottò.

Male, molto male. A guardare Real-Juve, da sportivi, non si può non restare colpiti dall’epilogo di una rimonta che meritava ben altra sorte. La Juventus ha sfiorato l’impresa, questo va rimarcato e scritto a caratteri cubitali, ma quell’impresa è durata soltanto 90 minuti più una manciata di recupero. Poi si è schiantata sull’errore di Alex Sandro, che si è lasciato sovrastare da Ronaldo, e da quello di Benatia, che aveva lasciato solissimo Lucas Vazquez e ha pensato bene di rimediare con un intervento scomposto, senza alcuna possibilità di non essere punito. Certo, le moviole del post-partita hanno preferito focalizzare l’interesse sul momento in cui il piede è dietro al pallone, per rimarcare come il difensore juventino fosse “in anticipo” (?) sul pallone.

Ma basta guardare l’azione defocalizzandosi dal fotogramma per rendersi conto che il fallo c’è, eccome. Le due mani dietro le spalle del madrileno diverse frazioni di secondo prima del contatto col pallone, il ginocchio a premere dietro al bacino. E poi la scarpata, che oltre a prendere (forse) il pallone prende anche il corpo dell’avversario. Si può discutere sull’espulsione di Buffon, sicuramente “insensibile” vista la concitazione del momento; ma sul rigore, ragazzi, non si scappa: è rigore tutta la vita. Anche per questo, ma non solo, fanno venire davvero i brividi le dichiarazioni di tutta la Juve a fine gara. Tutti, dal presidente ai calciatori, parlano di una sorta di complotto internazionale, usando peraltro toni molto forti. Proprio loro, verrebbe da dire, ma non lo diremo. Ci basta parlare di un argomento che è più forte di tutti gli altri: la verità. Era rigore, e se era rigore c’è poco altro da dire.

Real-Juve, Agnelli e le polemiche sul VAR: seriously?

Ma le polemiche nel post-gara di Real-Juve abbracciano un po’ tutto l’ambiente Juve. Il gesto dei soldi di Chiellini (da squalifica “alla Cacciatore”), le parole furibonde dello stesso Chiellini e di Benatia a fine partita (da giudice sportivo anche quelle). L’unico che ha cercato di tenere un certo aplomb è stato Allegri, mentre Andrea Agnelli non ha dato un grandissimo esempio di ‘stile Juve’. Così il presidente bianconero a fine partita, dopo un attacco frontale al designatore UEFA, Collina: “Ci sono tanti errori che fanno pensare, non soltanto contro di noi. Il processo di integrazione del VAR va portato avanti e io lo porterò avanti. L’arbitro avrebbe dovuto capire il momento e decidere al meglio, ma non l’ha fatto”.

A parte la “buffoniana” esternazione sul “capire il momento” (che momento, se era rigore?), a parte che fa sensazione pensare che il presidente dell’ECA possa prendere così nettamente posizione contro il designatore. A parte tutto, lo stralcio migliore è quello sul VAR. Ma non era – parole di Allegri – “uno strumento di non-sport”? Così Allegri dopo Atalanta-Juve: “Per me il VAR andrebbe usato solo su elementi oggettivi, se un fallo è dentro o fuori dall’area, se è fuorigioco o no e se è gol o no”. Lui, come tanti nell’ambiente Juve, per non voler essere cattivelli e parlare di “campagna stampa” contro il VAR, in tempi non sospetti. Che Agnelli sia pro-VAR a noi può fare soltanto piacere. Ma così, facendo un po’ di dietrologia, oltre che “interessati” si rischia di apparire un po’ incoerenti. O no?

Real-Juve, le polemiche post-partita e le parole gravi di Buffon

Dopo Real-Juve, dopo il rigore che è costato l’eliminazione, la Juventus arriva furibonda davanti ai microfoni e ci va giù davvero pesante. Più di ogni altro Gianluigi Buffon, il capitano bianconero, è andato diretto contro la reputazione e la credibilità dell’arbitro: “Si è reso protagonista: un essere umano non può fischiare un episodio stra-dubbio, dopo una gara del genere: al posto del cuore hai un bidone dell’immondizia. Se non hai la sensibilità giusta, se non ce la fai ad arbitrare certe partite stai sugli spalti a mangiare patatine”. A parte la gravità delle affermazioni in sé, che se non fosse a fine carriera dovrebbero valergli mesi di squalifica con l’aggravante delle accuse infondate, fa davvero specie sentir parlare di “sensibilità”. Che cosa vuol dire? Che l’arbitro doveva lasciar correre per coronare la (meritata) impresa che la Juve stava portando a casa, anche se era rigore?

L’arroganza di queste parole è sconcertante, così come è sconcertante che nessuno gliel’abbia fatto notare, che nessuno abbia provato a fargli domande che non fossero compassionevoli. Cosa vuole dirci Buffon? Che è abituato ad essere trattato con “sensibilità” e che stavolta non si aspettava che gli strappassero (con giusta causa!) il giocattolo di mano? Grave, grave, grave. Qualcuno dovrebbe prendere posizione, da qualche parte in Italia.

 


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