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LE PAGELLE di PSG-Napoli: Allan “Chuck Norris”, Fabiàn supereroe. Ma Ancelotti è Re Mida!

Allan PSG
Allan (Getty Images)

Riviviamo le emozioni di Paris Saint Germain-Napoli nelle pagelle. Azzurri straordinari, ormai non sbagliano più un colpo. Ancora una volta straordinario Allan in versione “Chuck Norris”

Ospina 7 – Incolpevole sulla deviazione di Mario Rui, incolpevole sullo splendido tracciante di Di Maria. Decisivo in almeno 4-5 occasioni con splendide parate, compresa quella di piede (ancora!) su botta sicura di Mbappé. Ha ancora quel fastidioso punto debole del non bloccare il pallone, ma per il momento non ha mai avuto problemi in tal senso.

Maksimovic 7 – Ormai l’intuizione di Ancelotti per arginare il Liverpool sta diventando regola nelle partite contro squadre che attaccano con tre uomini. Anche stasera pochissime sbavature, un’altra prestazione sopra le righe con un’importanza fuori dal comune, non solo tattica. E chissà se Don Carlo avesse avuto quest’idea brillante anche a Torino…

Albiol 7 – In qualche occasione si ritrova a spazzare (!) l’area contro i temutissimi attaccanti avversari, lui che simili soluzioni le ha adottate molto di rado nella sua vita. Ma quando ce vò, ce vò. E va benissimo anche così.

Koulibaly 7 – Parte un po’ così, con Mbappé che lo bullizza alla prima occasione buona, dopo un paio di minuti. Poi però il bullo diventa lui: il francesino gli parte via in pochissime occasioni, poi la vede molto di rado. Perché in velocità puoi bruciare uno normale, ma per scalare il K2 ci vuole ben altro.

Mario Rui 6 – La deviazione che causa l’1-1 è davvero sfortunata, perché quella palla poteva carambolare ovunque e invece finisce proprio in rete. Peccato, perché macchia una gara fino a quel momento ineccepibile, di grande applicazione tecnico-tattica. Approssimativo anche in chiusura su Di Maria che è libero di cercare il sette per il 2-2.

Callejon 7,5 – Con Maksimovic falso esterno si ritrova a fare anche il fluidificante, ma questo non gli toglie certo il coraggio e la forza di ritrovarsi lì, a ricambiare uno dei tanti ‘favori’ che Insigne gli ha fatto nel corso degli anni. Ed è impressionante come cambiano gli allenatori, cambiano anche le filosofie di gioco, ma lui non cambia mai. Sembra che non passino neanche gli anni. In fondo si è capito che ha preso l’elisir di immortalità, perciò sarebbe bello vederlo diventare lo Zanetti del Napoli. Le qualità ce le ha tutte. Dall’85’ Rog sv

Allan 8 – Ormai le battute sul suo conto e sulla capacità di togliere finanche il sonno agli avversari sono diventate epiche. Allan sta diventando una sorta di meme, un po’ come il Chuck Norris dei bei tempi. E allora, parafrasando: Allan ha avuto una parte in Star Wars. Interpretava la Forza. Che Allan sia con te!

Hamsik 7 – Sempre più padrone del ruolo che il Mago Ancelotti gli ha ritagliato addosso. Sempre più lucido nell’impostazione, sempre più sicuro nell’interdizione e nell’anticipo. E sembra aver fatto uno scatto anche di personalità. Sta vincendo insieme al Mister una scommessa tutt’altro che scontata.

Fabiàn 7,5 – Geniale nell’assistenza ad Insigne, che poi non trova la rete ma aveva avuto una gran palla. Poi si mette in proprio e cerca la rete dopo aver saltato facile un certo Verratti. Il pallone prende in pieno Marquinhos e finisce sul piedino di Mertens per il momentaneo 1-2. Ma non è soltanto questo: duttile, creativo, di qualità e di sostanza. Un tuttocampista impressionante, che farà parlare di sé. L’ennesima intuizione di mercato di una squadra che difficilmente sbaglia un colpo.

Insigne 8 – Pensate un po’, in Italia c’è ancora qualcuno che non lo ritiene al top, chi ancora trova non sia decisivo nei momenti clou. Lui non fa una piega. “Ormai sono abituato alle critiche”. E risponde con il “Magnifico” lob che porta in vantaggio il Napoli a Parigi, che lo porta ad essere l’ultimo italiano ad aver segnato al Parco dei Principi, a Wembley, al Bernabeu e al Westfalen di Dortmund. Scusate se è poco. Dal 55′ Zielinski 6,5 – Entra un po’ così, si vede che è a freddo, ma poi sale in cattedra anche lui in questo curioso ruolo ibrido fra la seconda punta, il trequartista e il centrocampista. Un altro dei tanti jolly che Ancelotti può pescare dal mazzo. E che mazzo!

Mertens 7 – Al pronti-via procura un cartellino a Marquinhos che condiziona non poco il centrale brasiliano, poi svaria su tutto il fronte mandando in grossa difficoltà i difensori avversari. Fa ‘peso’ lì davanti, ed è strano dirlo di uno che proprio pesantissimo non lo è. Timbra la traversa, poi trova il guizzo dopo una carambola fortunosa addosso a Marquinhos. Un gol meritatissimo. Dall’80’ Milik sv

Ancelotti 8 – Benedetto geniaccio, in grado di inventarsene sempre una nuova e di avere sempre ragione, qualunque cosa accada. Sta avendo ragione su Hamsik, su Maksimovic, sul 4-4-2, su Fabiàn Ruiz, su Insigne in versione punta. Sta avendo ragione su tutto, Champions compresa: alzi la mano chi avrebbe immaginato una classifica simile dopo tre giornate. Ormai sarebbe capace di schierare Mario Rui in porta e fargli parare un rigore. Re Mida.

 


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