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Napoli-Liverpool, perché non vincere sarebbe una cosa perfettamente normale

Napoli-Liverpool, ecco perché non vincere sarebbe una cosa perfettamente normale. Niente catastrofismi, soltanto semplice realismo

Lorenzo Insigne Alexander Arnold (Getty Images)

“Devi vincere, devi vincere!”, un coro cantato migliaia e migliaia di volte dalle curve del San Paolo durante le grandi notti europee ed italiane. Un banale esercizio di retorica da ultras, con i tifosi che amano ricordare con un canto lapalissiano lo scopo ultimo del gioco del calcio. Chiedere alla propria squadra di vincere è cosa buona e giusta, soprattutto quando in panchina hai un allenatore che lo ha fatto, per di più svariate volte, girovagando in tutta Europa. Chiedere vincere, però, non è obbligatorio, perché può capitare di non farlo soprattutto per una squadra come il Napoli, che ormai è ai primi piani del calcio italiano ed europeo, senza però risultare tra le più dominanti. Ed il match contro il Liverpool ne è il caso lampante: aspettarsi che gli azzurri vincano contro i Reds sarebbe follia pura.

Napoli-Liverpool, tre motivi che esonerano gli azzurri dal non vincere

Non è necessario fare troppi giri di parole o eccessivi voli pindarici. Chiedere al Napoli di vincere contro il Liverpool è qualcosa che non starebbe né in cielo e né in terra. Si potrebbe chiedere (e anche abbastanza educatamente) di lottare e giocarsela il più a lungo possibile, ma non certo di imporre il proprio gioco e dominare i ritmi della partita. Il primo motivo è piuttosto semplice: è il Liverpool, campione in carica. Una squadra che porta in campo una qualità degli interpreti così alta che non ha bisogno di aggiungere altro. Il secondo motivo è l’anima stessa della formazione di Klopp. Reds sono geneticamente costruiti per giocare un calcio iper-ritmico, basato su intensità fisica, recupero alto del pallone e transizioni offensive brevi e dirette. Insomma, tutto quello che il Napoli ha dimostrato di soffrire in questo avvio di campionato. Il terzo ed ultimo motivo riguarda gli azzurri stessi: alcuni giocatori chiave sono ancora lontani dall’essere al top della condizione, mentre il Liverpool è già in grandissima forma.