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LO SCALA DEL CALCIO – Terza giornata: Maurì, fa caldo!

L’Inter non si ferma, La Roma si rilancia. Sarri soffre il caldo mentre Ancelotti ha bisogno delle docce 

Bentornati amici. Dopo il tormento delle due settimane di pausa per le nazionali siamo pronti a questa prima overdose di calcio tra campionato e coppe. Dopo tre giornate c’è già una sola squadra a punteggio pieno, l’Inter, mentre il Toro di Mazzarri fallisce l’aggancio in un monday night che a causa del VAR stava diventando un tuesday morning.

Questa settimana partiamo subito dai nostri azzurri. A due settimane dall’assurda partita dello Stadium, eravamo tutti in ansia. Tutti a chiederci: ma Koulibaly e compagni riusciranno a superare la batosta? Ma, soprattutto, quel che è più importante, riusciranno a farsi la doccia? Si perché a tenere banco alla vigilia c’era stata la polemica di Ancelotti che, alla vista di una foto del cantiere dei lavori nello spogliatoio, era letteralmente esploso (ma ha una fissa per i cantieri, poi dice che uno lo chiama Pensionotti). La polemica è rientrata quando uno dei figli che ha piazzato gli ha fatto notare che stava guardando le foto del nipote in gita agli scavi di Pompei.

Fortunatamente, sul campo del rinnovato San Paolo, gli azzurri hanno sfoderato un’ottima prestazione. Ancora qualche sbavatura là dietro corretta da un provvidenziale Meret, ma la manovra inizia ad essere fluida ed i nuovi innesti, su tutti Elmas, davvero in palla. Nonostante questo, Di Francesco si è detto non così impressionato dal gioco del Napoli; c’è da capirlo, fare più impressione delle sue squadre risulta davvero complicato, sabato a tratti la Sampdoria era così brutta che dovevo coprire gli occhi di mia figlia per evitare traumi.

Sarri e il clima torrido di Firenze: Maurì, fa caldo!

Prima del Napoli, la Juve ha commesso il primo mezzo passo falso della stagione pareggiando sul campo di un’ottima Fiorentina. Immaginiamo che aver giocato alla pari con i più forti e aver strappato addirittura il pari avrà mandato in brodo di giuggiole Vincenzino nostro. Questa sua fissazione per “l’essere alla pari” gli farà guadagnare prima o poi un posto da ministro dell’Economia. Particolarmente contento Rocco Commisso che ha rilasciato la sua prima intervista post-partita da presidente col suo impercettibile accento italo-americano. Mi aspettavo da un momento all’altro di vedere spuntare Totò per vendergli la fontana di Trevi.

Dall’altro lato Sarri è potuto tornare in panchina e per l’occasione si è presentato con un completo pantalone/polo blu notte così brutto che, per stile, al confronto, Salvini al Papeete sembrava Enzo Miccio. Intanto il tecnico di Figline, per continuare a dimostrare la sua coerenza, si è lamentato pure sabato, questa volta di aver dovuto giocare alle 15 a Firenze. Mi ha convinto, in tempi di surriscaldamento globale, questa cosa deve essere sicuramente una congiura contro di lui.

Su questa ennesima lamentela di Sarri sono piovute molte risposte tra l’ironico ed il piccato: “qualcuno deve stare calmo, perché adesso sta dalla parte di quelli forti” gli ha detto quello che nella sua vita ha vinto tutto perché per molti anni è stato dalla parte di quelli forti.

A proposito di Conte, ormai sono molti anni che sentiamo la cantilena delle milanesi che devono tornare forti per il bene del calcio italiano. Nella sala VAR hanno deciso di fare finalmente qualcosa di concreto e perciò le avversarie delle milanesi giocheranno da adesso in poi sempre in 10 per almeno un’ora. Solo che, mentre all’Inter, che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, questo omaggio è