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LO SCALA DEL CALCIO – 10a giornata – Dolcetto o placcaggio

Il doveroso omaggio della Juve, la gomitata di Llorente, insomma “una cafonata”

 Comincio questo pezzo dedicato al turno infrasettimanale con una precisazione: non ho guardato le partite delle 21. Non l’ho fatto perché poco dopo la fine della partita del Napoli c’era Berrettini impegnato nell’ultimo torneo ATP della stagione: Parigi-Bercy. Nonostante la sconfitta del nostro tennista ho assistito davvero ad un match bellissimo e l’idolo di casa Tsonga sembra tornato ai livelli che lo hanno portato, in passato, tra i primi 5 del mondo. Mi capita sempre più spesso di guardare con trasporto altri sport, tennis, atletica, basket e ora non vedo l’ora che, con l’inverno alle porte, ricomincino il biathlon ed il curling. D’altronde quando guardi troppa serie A, diventa necessario ogni tanto staccare con delle vere competizioni sportive.

Nei dieci minuti in cui ho guardato gli highlights di ieri una cosa però mi ha colpito molto positivamente: le divise della Juve. Gli inserti fluo sono un doveroso omaggio ai veri protagonisti di questa serie A, i veri artefici dei successi juventini di questi anni: gli arbitri. Ovviamente l’omaggio è stato molto gradito e ben compensato con una espulsione â la carte e un gol in fuorigioco di un metro che il guardalinee aveva convalidato senza battere ciglio. Ovviamente la pagnotta che il povero guardalinee si era sudato gli è stata negata per colpa del VAR che evidentemente ha un bidone della spazzatura al posto del cuore e, beffa nella beffa, il protagonista è diventato l’arbitro che ha premiato il carpiato di Ronaldo sul lievissimo tocco di Sanabria un minuto dopo. Chapeau.

Dunque, come avrete capito, i veri protagonisti di questa giornata sono stati (ancora) loro, i fischietti, le giacchette nere come si diceva una volta o le giacchette fluo come dovremmo chiamarli adesso.

Il più in forma tra le giacchette fluo è stato mandata ieri ad arbitrare il Napoli, e tenete presente che il buon Jack O’Malley riesce spesso ad essere il più in forma nonostante competa contro grandi nomi del calibro di Massa, Irrati e Banti (il VAR di ieri sera). Dunque, ricapitoliamo l’episodio (più) incriminato, o meglio la gomitata di Llorente come scritto sulla Gazzetta. Poi ce ne sarebbero altri, tipo il calcio in faccia a Callejon sulla linea dell’area ma sorvoliamo.

Dunque, Llorente allarga le braccia è in una posizione di vantaggio e guarda il pallone. Kjaer dà le spalle all’azione e abbassa la testa per caricare come un ariete. In questo momento il naturale movimento di Llorente e l’assurdo movimento di Kjaer genera un contatto testa gomito che disorienta ulteriormente il danese che a quel punto placca Llorente con lo stesso stile dei poveri stuntman che le prendevano di santa ragione nei film di Bud Spencer. In ogni caso, il fatto che il nostro Jack, estasiato dal remake di “altrimenti ci arrabbiamo”, non fischi nulla, è un fatto gravissimo che porta poi al patatrac finale. E siamo sicuri che i sommi dirigenti, Nicchi e Rizzoli, si faranno sentire. Ah no, mi comunicano dalla regia che da agosto sono chiusi in una sala VAR a guardare e riguardare Mertens a Firenze e non hanno più parole. Per esempio, loro malgrado, non riusciranno a dire nulla sul fatto che la regia VAR continuasse a mandare un fermo immagine quando Rizzoli era stato categorico sul fatto che azioni dinamiche non possano mai essere valutate su un fermo immagine. A questo punto potrei parlarvi di Irrati e dell’espulsione di Fazio in Udinese-Roma, ma aspetto le moviole dei quotidiani, potremmo scoprire che in realtà Fazio ha dato una gomitata ad Okaka.

Vi saluto e ci sentiamo per il prossimo turno di campionato, a meno che qualche replica degli europei juniores di sollevamento pesi non rapisca la mia attenzione.