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Tra ammutinamento e promesse, ma che fine ha fatto Gaetano?

Napoli, da volto nuovo della cantera a vero e proprio desaparecido: tra ammutinamento e promesse, che fine ha fatto Gianluca Gaetano?

Gianluca Gaetano profilo
Gianluca Gaetano (Getty Images)

Luglio, giornate calde e fitte di speranze verso la stagione che sarebbe arrivata. Ancelotti infondeva calma e saggezza dalla panchinetta di Carciato, socrateggiando poi la sera durante le varie uscite mediatiche nei salotti buoni di Dimaro. Tra le tante, una non passò certo inosservata: “Sono contento di quanto sta mostrando. Lo abbiamo anche provato in una posizione non sua, a centrocampo, ma ha fatto benissimo. Ha commesso giusto qualche errore, ma nel complesso considero il suo ritiro positivo. Non lo cederemo in prestito, resterà a Napoli per crescere qui”. Il destinatario di quelle parole era (e rimane) Gianluca Gaetano, fiore all’occhiello del vivaio azzurro, giunto alla stagione del grande salto, quello dalla Primavera alla prima squadra. Un salto che il Napoli e Ancelotti avevano deciso di offrigli senza girovagare tra le province del calcio italiano, così da farlo crescere e monitorarlo al riparo di pericoli esterni.

Tre mesi e un ammutinamento dopo, la situazione attorno Gianluca Gaetano è decisamente diversa. I due anni da capogiro in Primavera 1 (con 31 reti, 15 assist in 51 presenze), sembravano il biglietto da visita perfetto per il talentino di Cimitile, che invece è diventato uno dei grandi desaparecidos di questa stagione. Al pari di Karnezis e Tonelli, Gaetano non ha disputato neanche un minuto nelle varie competizioni ufficiali con la maglia del Napoli. Una sorta di mistero, per un calciatore che in estate era desiderato da mezza Serie A (e persino da alcune squadre estere, parola di Carlo Ancelotti) e che è stato poi trattenuto in azzurro per crescere e avviare il proprio percorso da grande.

Da vice-Zielinski a scalda-panchina: qualcuno salvi Gianluca Gaetano

Una scelta avventata, quella di non lasciar partire Gaetano, ma che almeno in teoria avrebbe potuto pagare dividendi importanti. Nonostante una carriera giovanile da regista/finalizzatore offensivo, Ancelotti sembrava aver trovato la chiave giusta per rendere Gaetano un membro attivo della propria rosa: arretrare la sua posizione in campo e renderlo quel tuttocampista che tanto affascina il tecnico emiliano. D’altronde, le premesse sembravano esserci tutte, vista la completezza (sia fisica che tecnica) del giovane Gaetano. Una sorta di vice-Zielinski, che per movenze e caratteristiche appariva come ipotesi convincente, soprattutto durante le amichevoli estive.

Un’ipotesi che, però, è rimasta tristemente tale, perché di Gaetano, in questo Napoli, non si è vista nemmeno l’ombra. Il giovane Gianluca è uno dei migliori talenti della nuova generazione italiana e gli azzurri hanno la fortuna di averlo in casa. Un talento che va esplorato, coltivato e protetto, non certo lasciato ad atrofizzarsi sul fondo di una panchina. Per carità, i problemi intra ed extra-calcistici del Napoli, in questo momento, appaiono ben peggiori, ma non a tal punto da lasciare sotto silenzio un caso del genere. E se qualcuno non riuscirà a salvare questo Napoli, che riesca a salvare almeno quello del futuro. A partire da Gianluca Gaetano, unica luce in un vivaio spento come quello napoletano.