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Crisi Napoli, giocatori scontenti e spartito di gioco inesistente

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La crisi Napoli continua senza sosta. La sfida della Dacia Arena ha mostrato i soliti segnali delle ultime settimane, se non peggiorati per certi versi

Crisi Napoli
Napoli (Getty Images)

Ancora un pareggio. Sembrano passati anni luce da quel Napoli spumeggiante di appena due anni fa. Con un mercato importante e con giocatori, ormai da tante stagioni in maglia azzurra, le dinamiche sono peggiorate anche di tanto. Negli occhi di quasi tutti i calciatori di Ancelotti manca quel brio e quella sfrontatezza che avevano caratterizzato i successi dei partenopei. Il Napoli attuale è una squadra senza carattere e senza spina dorsale. Al di là dell’aspetto puramente tattico (che può essere una delle cause), agli azzurri sembra si sia spenta la luce definitivamente. Il gioco è lento senza verticalizzazioni improvvise con uno spartito di gioco monocorde. Tanti giocatori azzurri ricevono la palla sempre spalle alla volta senza azioni corali, di prima, per mettere in difficoltà gli avversari. Senza parlare della fase di non possesso con letture approssimative e discordanti, come quelle di Manolas e Koulibaly, che alternano momenti di concentrazione ad altri di disagio totale. E, se parliamo, di duelli individuali ancora peggio: nessun giocatore azzurro ha dimostrato di saper saltare l’uomo per creare la superiorità numerica nell’arco dei novanta, ed oltre, minuti di gioco.

Crisi Napoli, serve un cambio radicale

Il passato di Ancelotti non può essere messo in discussione: le sue vittorie, alla guida del Milan e non solo, resteranno per sempre nella storia del calcio. Per sempre. Ma va anche detto come attualmente il Napoli sotto la sua gestione stia attraversando un momento di buio totale, incapace di creare situazioni di gioco in grado di mettere in difficoltà gli avversari. Succede spesso che Insigne e compagni non trovino lo specchio della porta per lunghi tratti di partita: i dati statistici parlano chiaro. Lo stesso capitano azzurro non riesce più ad incidere come una volta venendo sostituito ancora nell’intervallo dallo stesso allenatore emiliano. Chi ha vissuto uno spogliatoio sa bene come, sia inutile continuare facendo finta di nulla, quando si perde fiducia negli altri. Il pareggio può anche servire momentaneamente per calmare apparentemente le acque, ma per trovare una soluzione definitiva bisogna risalire alla fonte dei problemi.