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Coronavirus, il VAR è la prima vittima? Le parole di Nicchi

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Coronavirus, il presidente dell’AIA Nicchi ipotizza una ripresa del campionato senza VAR, a causa delle distanze di sicurezza difficili da mantenere

VAR come funziona
L’arbitro al VAR (Getty Images)

La prima vittima del coronavirus nel calcio potrebbe essere il VAR. Lo ha detto il presidente dell’AIA Marcello Nicchi, spiegando che c’è il rischio di non rispettare le distanze di sicurezza e i protocolli che sono allo studio dell’associazione medici sportivi. La classe arbitrale, pagata in gran parte a prestazione, è un’altra categoria piuttosto colpita dall’emergenza COVID e secondo Nicchi, soprattutto a livello dilettantistico, si rischia che non ci sia la sicurezza necessaria per poter proseguire: “Potremmo essere costretti a proseguire il campionato senza VAR – ha spiegato il presidente dell’AIA Marcello Nicchi ai microfoni di La Domenica Sportiva su Rai 2 – non è un mistero che ad oggi la VAR viene fatta in furgoni e ambienti angusti insieme a tanti operatori che non sai cosa abbiano fatto e chi abbiano frequentato prima di essere lì. In un posto del genere è difficile rispettare le distanze di sicurezza, ovviamente speriamo di non essere costretti a farlo, ma non possiamo escludere questa evenienza. Spero potremo riprendere con il VAR, ma nel caso esso dovesse mancare sarebbe puramente una questione dovuta all’emergenza sanitaria.”

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Coronavirus, Nicchi: “Dilettanti, come mandiamo un ragazzino nei campi di provincia?”

Il presidente dell’AIA Marcello Nicchi nel corso dell’intervista si è poi soffermato sulla questione relativa al campionato dilettanti: “Non esiste solo la Serie A, ma anche i campionati minori. Pensate al campionato Dilettanti, come possiamo mandare ragazzini di 18 anni a giocare in campi di provincia dove non sanno a cosa andranno incontro? Gli arbitri poi hanno delle famiglie che vogliono rivedere, e sono preoccupati per questo. La situazione è delicata.”