Home Rubriche Meteore – Armero al Napoli: la storia di un flop inatteso

Meteore – Armero al Napoli: la storia di un flop inatteso

CONDIVIDI

Meteore al Napoli – L’arrivo a gennaio su richiesta di Mazzarri, le incomprensioni con Benitez, un carattere turbolento: la storia di Armero.

Sembrava l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto, l’ala in grado di fare definitivamente decollare il Napoli di Walter Mazzarri. Il campo, invece, dirà tutt’altro: in due anni Pablo Armero giocherà poco e convincerà anche di meno. Colpa di qualche incomprensione tattica ma soprattutto di un carattere turbolento che finirà col condizionare pesantemente il prosieguo della sua carriera. E non solo.

FORSE POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> L’esordio da incubo di Fideleff

Armero al Napoli: da uomo della provvidenza a flop

Armero
Armero in azione (Getty Images)

E’ il gennaio 2013 quando Andrea Dossena, chiuso da Zuniga, chiede ed ottiene la cessione: finirà al Palermo, in prestito. Al suo posto però il Napoli piazza un colpo niente male acquistando sempre in prestito, con diritto di riscatto, Pablo Armero dall’Udinese. Il connazionale di Zuniga ha le qualità perfette per rappresentare più di un’alternativa sulla fascia sinistra nel 3-5-2 di Mazzarri e fino a giugno in effetti darà il suo contributo alla causa del Napoli, pur senza riuscire a scalzare Zuniga dal ruolo di titolarissimo: 3 assist in 15 presenze, di cui solo quattro dal 1′. Si adatterà, pensano al Napoli che intanto saluta Mazzarri e sceglie Benitez.

Il nuovo tecnico però abbandona definitivamente la difesa a tre e nella linea a quattro uno come Armero, sicuramente più bravo nella metà campo avversaria che nella propria, fatica. A dire poco: “Quando Mazzarri è andato via, è arrivato Benitez che aveva altre idee. Pensavo che avrei giocato di più con lui poiché parlava la mia lingua e mi conosceva, ma è andata diversamente. Ero in una grande squadra come il Napoli, volevo guadagnare la fiducia del mister e dare di più ai tifosi che per strada mostravano il loro calore umano. Mi dispiace che non mi abbia dato la fiducia che volevo, però il calcio è così. Ma sono contento di aver vestito l’azzurro”. Il colombiano, alla sua prima vera stagione col Napoli. riesce comunque a collezionare 18 presenze ma senza mai convincere tanto che nel gennaio 2014 le strade si separano: Armero, riscattato dall’Udinese, finisce in prestito al West Ham mentre a Napoli arriva Ghoulam. In Italia vestirà anche la maglia del Milan ma senza lasciare traccia prima di un lungo peregrinare in giro per il mondo.

Armero fuori dal campo: una vita spericolata

Armero
Armero, vita spericolata (Getty Images)

A pesare, oltre a una condizione fisica approssimativa, sono le turbolenze caratteriali di Armero che tra il 2015 ed il 2016 finirà ben tre volte al centro delle cronache e non per meriti sportivi. Nel primo caso il colombiano avrebbe trascorso una serata con due prostitute e, una volta scoperto dalla moglie, sarebbe scoppiata la rissa. Nel secondo caso invece Armero, fermato dalla polizia in evidente stato di ebbrezza, aveva rifiutato di sottoporsi all’etilometro. Il tutto accompagnato da una donna dell’Est Europa. Infine il caso più grave a Miami quando la moglie avrebbe denunciato le violenze del marito dopo essersi rifiutata di avere un rapporto sessuale.

Armero, 34 anni a novembre, è attualmente svincolato dopo aver giocato per qualche mese nella Serie B brasiliana col Guaranì. I tempi d’oro di Udine, insomma, sono ormai solo uno sbiadito ricordo.