Home Napoli News La metamorfosi di Insigne con Gattuso: il Napoli ha ritrovato un capitano

La metamorfosi di Insigne con Gattuso: il Napoli ha ritrovato un capitano

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Il cambiamento di Insigne sotto la guida di Gattuso è evidente: maturo, costante e attivo nel sociale, Lorenzo punta a diventare la leggenda del Napoli.

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Insigne e Gattuso esultano (GettyImages)

Adesso potremmo chiamarlo LoRinghio, dopo quell’ormai celebre esultanza col suo allenatore. Sembrava quasi una fusione come quelle dei cartoni animati, due personaggi che si uniscono insieme per formarne un altro più forte e più evoluto. E in effetti, da quando è arrivato Gattuso, Lorenzo Insigne sembra un’altra persona. Più forte, più determinato, più convinto dei suoi mezzi. Quel tiro a giro provato centinaia di volte e mai riuscito così perfetto è l’emblema di un calciatore che a 29 anni appena suonati sta migliorando sotto ogni aspetto. Contro la Roma tre tiri, tutti indirizzati verso lo specchio della porta. Non a caso è tra i giocatori di Serie A che calcia di più verso la porta, ed è anche quello che ha preso più legni. Concreto, difficilmente una giocata fuori posto, sempre al servizio della squadra, come si è visto con i quattro palloni recuperati contro i giallorossi. Maturo come mai l’avevamo visto prima e con in più la proverbiale grinta trasmessa da mister Gattuso, Ringhio, appunto.

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Napoli, la trasformazione di Insigne sotto lo sguardo di Gattuso

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Lorenzo Insigne e Gennaro Gattuso dopo il gol alla Roma (GettyImages)

Un vero capitano che dopo anni difficili ha trovato finalmente la formula giusta, dentro e fuori dal campo. Capitano dal cuore d’oro: la donazione di 100mila euro agli ospedali durante il lockdown, il motorino al ragazzino rapinato, l’incontro con il ragazzo bullizzato. Lorenzo Insigne si sta ricostruendo anche come personaggio, oltre che come calciatore. Ha cambiato agente quest’anno, passando da Raiola a Pisacane, ed è pronto a firmare un rinnovo che può renderlo una leggenda, soprattutto se dopo la Coppa Italia riuscirà ad alzare qualche altro trofeo, magari anche più importante. Come fanno i capitani, come fanno – adesso sì, che possiamo dirlo – quelli come lui.

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