Ricorso Osimhen, Grassani dà speranze: i motivi per vincerlo

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Oggi è il giorno del ricorso da parte del Napoli che spera nella riduzione della squalifica di Osimhen: un precedente fa ben sperare.

Osimhen ricorso Napoli
Il Napoli spera: depositato il ricorso per la squalifica di Osimhen (Getty Images)

Il campionato del Napoli si era aperto con una pessima notizia: Osimhen espulso nel primo tempo del match col Venezia per una manata al volto di Heymans e squalificato per due giornate. Il nigeriano ha già scontato un turno essendo rimasto in Campania in occasione della trasferta di Genova, ma ora l’attenzione dell’ambiente partenopeo è tutta rivolta al rientro dopo la sosta dedicata alle nazionali: l’11 o il 12 settembre si giocherà la grande sfida con la Juventus al ‘Maradona’, e l’auspicio è che Osimhen possa essere regolarmente schierato da Spalletti nell’undici titolare.

Ad ora ciò sarebbe ovviamente impossibile, ma la speranza è l’ultima a morire: oggi è il giorno della presentazione del ricorso da parte del Napoli che punta alla riduzione della squalifica da due turni ad uno soltanto, il che consentirebbe all’ex Lille di essere a disposizione per la sfida ai bianconeri. Intervistato dal ‘Corriere dello Sport’, il legale del club azzurro, Mattia Grassani, ha reso noti i dettagli del procedimento: “Sono 22 pagine di dossier comprendenti anche i video delle immagini con i singoli frame. Le immagini si riferiscono anche ad altri episodi come la manata di Immobile a Vidal in Lazio-Inter dello scorso anno: l’attaccante venne squalificato per un turno e fu multato. Inoltre abbiamo chiesto l’audizione dell’arbitro Aureliano”.

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Tre motivi per cui il Napoli può vincere il ricorso per Osimhen

La strategia difensiva del Napoli si baserà, sostanziamente, su tre punti focali che avranno come obiettivo quello di ‘smussare gli angoli’ della squalifica, strappando la riduzione ad una sola giornata. In primis si punterà a dimostrare che, nel corso dell’azione incriminata, il pallone era ancora giocabile e quindi nella sfera d’azione di Osimhen; il secondo punto è relativo alle condizioni di Heymans che non ha risentito dello scontro, rimanendo in campo fino al 74′; infine, forse il più importante, la dimostrazione che quel contatto non è accostabile ad una ‘condotta gravemente antisportiva’ e, di conseguenza, non punibile con due giornate di squalifica.