Coppa d’Africa, nuova svolta: Napoli pronto a farlo

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La Coppa d’Africa è sempre più un caos: possibile una nuova svolta, il Napoli è pronto a compiere l’azione decisiva

Aurelio De Laurentiis parla
Il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis (LaPresse)

La Coppa d’Africa è sempre più un caos. Le indiscrezioni lanciate stamane dai francesi di RMC avevano aperto alla possibilità di un annullamento della competizione, con i club inglesi in pressing per questa soluzione considerata la necessità di dover rinunciare ai calciatori per un periodo ancora maggiore rispetto a quello della stessa competizione, causa quarantene da dover affrontare di ritorno dal Camerun, lì dove verrà disputato il torneo.

Una notizia, questa, smentica con forza e vigore dalla CAF, la federazione continentale africana che con una serie di tweet legati all’organizzazione della competizione ha di fatto confermato come il torneo avrà inizio tra 24 giorni.

Nessuna possibilità di rinvio, quindi, almeno per il momento; la Coppa d’Africa prenderà il via regolarmente il 9 gennaio per concludersi il 6 febbraio prossimo, nonostante la pandemia da Covid che avanza, foraggiata dalla variante Omicron.

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Coppa d’Africa, la posizione dell’ECA

ECA Coppa d'Africa
I rappresentanti dell’ECA al lavoro (LaPresse)

In questo mare magnum del caos relativo alla Coppa d’Africa, è intervenuta anche l’Eca, l’associazione dei club europei. Già invita una mail alla Fifa in cui si rende presente come non sia stato pubblicato “un protocollo medico ed operativo per il torneo“, situazione che permette di i club “di non liberare i propri calciatori“.

E’ ormai muro contro muro, con l’ECA che ha anche evidenziato come sia alto il rischio per i club di perdere i loro calciatori per un periodo ben oltre maggiore rispetto a quello della competizione, causa restrizioni legate ai viaggi e quarantene da esercitare. Una situazione, questa, che va a cozzare con la regola della Fifa resa nota nell’agosto del 2020 sullo svincolo dei nazionali; è previsto, infatti, che le società possano bloccare i loro nazionali in caso di una “quarantena di almeno cinque giorni dall’arrivo presso la sede del club al ritorno“.