Pampa Sosa e i palloni di Paestum: il retroscena che non tutti conoscono

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Il Pampa Roberto Sosa ha raccontato un retroscena che nessuno conosce relativo al ritiro del primo Napoli di De Laurentiis a Paestum

Roberto Sosa in azione
Roberto Sosa quando militava nel Napoli (LaPresse)

Il Napoli secondo in classifica ed in piena lotta scudetto domenica affronterà l’Atalanta a Bergamo in una sfida che può essere anche decisiva per le sorti degli azzurri in questo campionato.

Gli azzurri, negli ultimi anni, si sono ormai consolidati come una formazione da vertice, sfiorando lo scudetto nel 2018 con Sarri e conquistando da ormai dieci anni la qualificazione alle coppe europee. Tre coppe Italia ed una Supercoppa conquistate dall’arrivo di Aurelio De Laurentiis, nel lontano 2004 ed ora il grande sogno del titolo nazionale che quasi chiuderebbe un cerchio.

L’attuale presidente, infatti, prese il Napoli dal tribunale fallimentare; una società che di fatto non esisteva più quella partenopea. I primi anni con la denominazione “Napoli Soccer” in Serie C, prima che il patron acquistasse il titolo; in tre stagioni la promozione in A, addirittura doppia, che ha dato il via alla squadra tra le più forti del campionato italiano.

Il ricordo del Pampa Sosa sul ritiro di Paestum

Roberto Sosa
Roberto Sosa (LaPresse)

E proprio di quel primo Napoli ha parlato Roberto Carlos Sosa, ex attaccante argentino – tra le altre – proprio degli azzurri. “Ultimo a vestire la maglia numero 10 del Napoli” come orgogliosamente ripete.

L’ex bomber, con la maglia azzurra, ha collezionato 131 presenze, 30 reti e 7 assist ma soprattutto era presente il primo giorno della seconda vita del Napoli, con la società appena acquistata dal presidente.

Erano i “famosi” giorni del ritiro di Paestum e dell’ormai cantilena mandata a memoria da tutti del “non c’erano palloni“. Lo stesso Sosa, in collegamento da Dubai dove lavora come allenatore, ai microfoni di Campania Sport, programma dell’emittente Canale 21, ha raccontato un retroscena clamoroso, che probabilmente nessuno conosce.

Eravamo a Paestum il primo giorno, c’era Ventura come tecnico e pochi calciatori, tra cui Montervino e Montesanto” ha detto, “avevamo finito gli esercizi fisici ed il mister voleva far svolgere qualche allenamento con il pallone“. Già, ma i palloni non c’erano.

Fu Montesanto a dire di avere un pallone sgonfio della Lazio nel bagagliaio della sua auto” svela l’inedito retroscena il Pampa. “I primi palleggi del nuovo Napoli li facemmo con un pallone di un’altra squadra” ha poi concluso.