Calcio in lutto: è morto Mino Raiola, il re dei procuratori

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Improvviso lutto nel calcio: il re dei procuratori, Mino Raiola, è morto a 54 anni. Nei mesi scorsi era stato ricoverato per un intervento ai polmoni

Una terribile notizia ha sconvolto il mondo del calcio. Mino Raiola è morto a soli 54 anni. La notizia si è diffusa improvvisamente e i dettagli non sono ancora noti. L’ufficialità sul suo decesso è arrivata dalla famiglia, con un tweet pubblicato sull’account ufficiale del potente agente. Nei giorni scorsi le voci su una falsa notizia. Il re dei procuratori sarebbe morto a seguito di una grave malattia polmonare, non dovuta al Covid o alle sue conseguenze. Nei mesi scorsi fu operato al San Raffaele di Milano, seguito dal professor Zangrillo.

Mino Raiola
Calcio in lutto: è morto Mino Raiola, il re dei procuratori (Ansa)

La Bild parlò di condizioni gravissime e terapia intensiva, ma il suo entourage smentì, parlando di un intervento programmato. Mino Raiola è uno dei procuratori più famosi, un vero e proprio “re” nel calcio moderno votato ai soldi e all’arricchimento. Era l’agente di Zlatan Ibrahimovic, ma anche di Haaland e di tanti altri campioni, tra cui Pogba e De Ligt. In orbita Napoli era stato procuratore di Lorenzo Insigne, ma spesso entrava negli affari più importanti nel ruolo di consulente e di “deus ex machina”.

Mino Raiola è morto: era malato ai polmoni

Era noto per essere un procuratore abilissimo a smuovere affari milionari, e spesso quando prendeva un calciatore sotto la sua procura si preparava un affare a dir poco milionario. Da febbraio, il periodo in cui è stato ricoverato al San Raffaele, si era parlato poco di lui e non aveva fatto apparizioni pubbliche. Tuttavia risultava essere al lavoro, come ad esempio per il rinnovo (poi sfumato) di Pogba con il Manchester United.

Poi la notizia improvvisa della sua morte. Raiola è morto giovanissimo, a soli 54 anni, e lascerà un grande vuoto nel calcio. Non certo quello romantico e sognatore di un tempo, na quello pragmatico e milionario di oggi, di cui il procuratore era un esponente forte. Bravo nel suo lavoro e concreto, ma sempre leale nel riconoscere il valore del denaro in questo sport. “Ha lottato fino all’ultimo istante” si legge nel tweet della famiglia che l’ha definito “il più straordinario procuratore di sempre“.