Rinnovo Ospina, è stallo: l’intoppo è il Decreto Crescita

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Il rinnovo di Ospina con il Napoli è assolutamente in alto mare. Le parti sono molto distanti, ma c’è un motivo ben preciso: ecco quale

L’agente del portiere del Napoli David Ospina ha parlato di un addio certo. “Ci stiamo guardando intorno – ha detto in una recente intervista a un giornale colombiano – e abbiamo un grande vantaggio. Vale a dire che siamo liberi”. Proprio così. Parole molto chiare, che allontanano (almeno così sembra) l’ipotesi di prolungamento di contratto del portiere azzurro. Ospina è in scadenza il prossimo 30 giugno, ed è il titolare del Napoli. Con l’arrivo di Luciano Spalletti l’improbabile turnover tra i pali inaugurato da Ancelotti e proseguito da Gattuso si è interrotto.

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Rinnovo Ospina, è stallo: l’intoppo è il Decreto Crescita (Ansa)

Chiara la scelta dell’allenatore azzurro, che complice i guai fisici di Meret a inizio stagione, ha subito optato per il colombiano. Inoltre, l’estremo difensore ha vissuto una stagione eccezionale. Ottimo rendimento e primo in classifica della percentuale di parate in Serie A. Ecco perché sembra strano che un estremo difensore di questo livello, seppur 34enne, non dovrebbe essere lasciato andare via a zero. Anche perché per il colombiano c’è la fila di pretendenti (In Italia e all’estero) e il Napoli dovrebbe o trovare un sostituto all’altezza oppure puntare su Meret, che ad oggi rappresenta un’incognita.

Ospina e il Decreto Crescita: il grande freno al rinnovo

Spalletti si è già espresso molto chiaramente, più con i fatti che con le parole. Vuole la conferma di Ospina. Ma cosa farà De Laurentiis? Il problema legato al rinnovo del portiere è dovuto più che altro a un problema economico: se vogliamo burocratico. L’estremo difensore è arrivato dall’Arsenal nel 2019, e grazie al Decreto Crescita c’è un consistente risparmio per il Napoli, che di fatto sborsa soltanto lo stipendio netto. Il portiere guadagna 2 milioni a stagione, col club azzurro che ne spende circa la metà. Dal 1 agosto gli effetti del Decreto Crescita termineranno, e il Napoli non avrà più questo bonus fiscale. L’estremo difensore chiede quantomeno lo stesso ingaggio per altri tre anni, quindi 2 milioni.

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(Ansa)

Troppi per il Napoli, che avendo ancora Meret in organico (contratto fino al 2023) non vuole spendere 2 milioni più 1.5 (lo stipendio del friulano) a stagione per due portieri. Per questo motivo l’offerta recapitata al colombiano sarebbe (in sostanza) di un ingaggio dimezzato. Una proposta che l’agente del portiere ha rifiutato, e da qui l’atteggiamento piuttosto rigido nei confronti del club azzurro. Messaggi molto chiari, che mirano a riaprire la trattativa su presupposti più sereni. Ossia quantomeno un ingaggio pari a quello attuale.