“Come in Spagna”: Serie A pronta alla rivoluzione. E’ una svolta epocale

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Il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno ha parlato di una possibile rivoluzione in Serie A per ridare valore al nostro calcio

La sconfitta subita all’ultimo minuto contro la Macedonia che ha negato all’Italia la possibilità di andare al Mondiale in Qatar quest’inverno fa ancora malissimo. Una disfatta che ha messo a nudo ancora una volta tutti i problemi del nostro calcio che deve ora ripartire. E non a caso ora i vertici del nostro sistema calcistico stanno studiando come riportare l’Italia al top.

Pallone Serie A
Il pallone della Serie A (LaPresse)

Quest’oggi si è infatti tenuta la prima assemblea dell’Associazione Italiana Calciatori ed dopo la sua conclusione è intervenuto in conferenza stampa il presidente Umberto Calcagno per fare il punto della situazione. Il numero 1 dell’AIC e vicepresidente della FIGC ha fatto sapere come si stia pensando ad una vera rivoluzione in Serie A, puntando fortemente sui giovani come fanno tante altre federazioni come la Spagna.

La Serie A come la Liga: largo ai giovani

Pallone della Serie B
Pallone della Serie B (LaPresse)

L’obiettivo per il prossimo anno, ha spiegato Calcagno, è quello di modificare le liste delle rose delle squadre di Serie A e B. Se quest’anno il regolamento prevede che almeno 4 giocatori provengano dal settore giovanile, Calcagno vuole che dalla prossima stagione il numero salga a 13-14 giocatori.

Il presidente dell’AIC ha espresso anche la sua preoccupazione per il fatto che squadre come Bologna ed Udinese schierino sempre un undici senza calciatori selezionabili, con le norme attuali che discriminano i calciatori che giocano in Italia. Ciò che più preme dunque ai vertici federali è quello di adeguarsi alle normative europee, seguendo l’esempio della Liga.

In Spagna, infatti, sono sempre tanti i giovani che provengono dalla cantera dei club di Liga che riescono poi a debuttare in massima serie, facendo tanta esperienza. Non ci si deve sorprendere dunque quando vediamo giocatori come Gavi e Pedri essere titolari nella Roja di Luis Enrique e giocare con personalità da veterani.

Oltre alle liste A e B, nell’assemblea odierna si è parlato anche del progetto seconde squadre. Il presidente Calcagno ha espresso tutto il suo dispiacere sul fatto che solo la Juventus abbia fatto qualcosa di concreto ed ha affermato come difficilmente il prossimo anno la situazione cambierà.