Spalletti come Re Mida: così il tecnico ha valorizzato il Napoli

Luciano Spalletti è riuscito in un solo anno a cambiare il volto del Napoli, riuscendo a valorizzare gli azzurri, ecco come.

L’estate è stata turbolenta in casa Napoli, con tanti addii che hanno sfiduciato i tifosi e tolto quell’entusiasmo che già era precariamente basso dopo la conclusione amara dell’ultima stagione. Gli azzurri erano rimasti in lotta per il titolo fino ad Aprile, salvo poi crollare e sul banco degli imputati ci erano finiti proprio tutti, soprattutto Luciano Spalletti.

Luciano Spalletti
L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti (LaPresse)

Il tecnico toscano è stato spesso oggetto di critiche nella passata stagione e si pensava che De Laurentiis avrebbe potuto esonerarlo da un momento all’altro. Invece, il patron romano gli ha voluto dare fiducia proprio perché aveva intravisto qualcosa che a tutti era sfuggito ed ha avuto ragione. Oggi il Napoli è una bellissima squadra da veder giocare ed il merito è di Spalletti che è riuscito a valorizzare il suo gruppo, ecco in che modo.

Spalletti e il suo tocco magico: adesso il Napoli vale oro

Spalletti Napoli
Luciano Spalletti (LaPresse)

Quando è arrivato al Napoli al termine della stagione 2020-2021, Spalletti aveva trovato davanti a se solo le macerie di quella che era una squadra. Gli azzurri, al tempo guidati da Gattuso, avevano pareggiato in casa nell’ultima giornata di campionato contro il Verona, venendo superati al quarto posto dalla Juventus vincente in quel di Bologna e perdendo di fatto la possibilità di giocare la Champions League.

La mancata qualificazione alla Champions League, ricorda nella sua edizione odierna il Corriere dello Sport, fu un danno enorme a livello economico per il Napoli e De Laurentiis annunciò che la nuova stagione sarebbe stata molto difficile, ma Spalletti non si è fatto intimorire dalle difficoltà che gli si sono parate davanti e, anzi, si è esaltato. Il tecnico toscano ha fatto pulizia delle macerie lasciate da Gattuso e messo le fondamenta giuste per ripartire.

Il Napoli è così ritornato in Champions League e per larghi tratti della stagione ha sognato lo scudetto, sventolando bandiera bianca solo nelle ultime giornate. A fine stagione, Spalletti si è trovato a gestire il ridimensionamento azzurro ed il malumore di una piazza caldissima come quella partenopea e lo ha fatto alla grande. Adesso, il Napoli domina sia in Italia che in Europa, dove è già qualificato agli ottavi di Champions League ed il gruppo è carico come non mai.

Il merito di Spalletti, secondo il quotodiano romano, sta tutto nell’aver dato valore a quelli che sono stati gli acquisti estivi del Napoli e nell’aver rivalorizzato chi già c’era, partendo da Lobotka. Lo slovacco, arrivato nell’era Gattuso dal Celta Vigo per più una ventina di milioni di euro, era un oggetto misterioso ed per i tifosi azzurri la società aveva investito male quei soldi. Sotto la guida di Spalletti, invece, Lobotka è rinato ed ora è il fulcro del centrocampo azzurro, con lo slovacco imprescindibile per il gioco dell’allenatore toscano.

Stanislav Lobotka
Il centrocampista del Napoli Stanislav Lobotka (LaPresse)

Altro giocatore rinato sotto la guida di Spalletti è stato Rrahmani che da riserva è divenuto titolare inamovibile con pieno merito, con il difensore kosovaro che ha messo in mostra le qualità già fatte vedere al Verona. E poi c’è ovviamente Victor Osimhen, con l’attaccante nigeriano che ha visto il suo valore quasi triplicarsi grazie al tecnico toscano, tant’è che il Napoli chiede più di 100 milioni di euro per venderlo. Riguardo i nuovi acquisti, invece, Kvicha Kvaratskhelia è l’esempio più lampante del lavoro di valorizzazione di Spalletti, visto il tanto scetticismo per i 10 milioni spesi per un giocatore che veniva dalla Georgia e che ora fa sognare i tifosi del Napoli ed incanta l’Italia e l’Europa.

Lo stesso scetticismo c’era su Kim Min-Jae, ma come per Kvaratskhelia, Spalletti è riuscito ad inserirlo bene nel contesto azzurro ed ora il sudcoreano è il nuovo leader della difesa. E di valore si sono dimostrati tanti altri giocatori come Raspadori, Lozano, Politano e Simeone, con Spalletti che ha fatto da Re Mida, trasformando in oro tutto ciò che ha toccato.