Terremoto AIA, pesanti dimissioni e commissariamento: sta succedendo in queste ore

Non accenna a placarsi la bufera che vede coinvolta l’AIA in seguito al caso legato a Rosario D’Onofrio, ex procuratore arrestato per traffico di sostanze illecite.

Diverse novità sono emerse dal procuratore della FIGC, Giuseppe Chiné, il quale ha emesso un atto di chiusura indagini.

FIGC Gravina
Gabriele Gravina, presidente della FIGC – napolicalciolive.com

La palla adesso passa al presidente della Federazione, Gabriele Gravina, che valuterà il da farsi per il futuro della classe arbitrale.

È bufera sull’AIA, caso scottante e ancora intricato

Il caso che ha stravolto l’Associazione Italiana Arbitri, scoppiato a novembre, ha ancora molti lati oscuri. La vicenda è legata a Rosario D’Onofrio, ex procuratore dell’AIA che portava avanti una doppia vita venuta fuori durante il lockdown. L’ex arbitro era, infatti, organizzatore logistico del traffico di sostanze stupefacenti in Lombardia. A far emergere l’ultima vicenda alcune intercettazioni tra D’Onofrio e l’ex guardalinee Avalos dove emersero alcuni consigli poco ortodossi da parte di chi doveva essere garante della trasparenza nella classe arbitrale. Colui il quale avrebbe dovuto avviare delle indagini, consigliava vie traverse per raggiungere lo scopo. La condotta di D’Onofrio, inoltre, era stata più volte segnalata ma nessuno dall’Associazione Italiana Arbitri aveva deciso di vederci chiaro.

AIA D'Onofrio
Rosario D’Onofrio, ex procuratore dell’AIA – napolicalciolive.com

A seguito dello scandalo sono iniziate le riflessioni sull’autonomia della classe arbitrale ma resta ancora da capire i ruoli di altri protagonisti passati sotto traccia. Sono state avviate, infatti, dal procuratore della FIGC le indagini nei confronti di Alfredo Trentalange, presidente dell’AIA. D’Onofrio ricoprí la sua prima carica all’interno dell’associazione nel 2013 sotto la gestione Nicchi, su consiglio dello stesso Trentalange.

Le accuse sono pesantissime: prospettive catastrofiche

Di recente il procuratore Chiné ha emesso un atto di chiusura nei confronti di Alfredo Trentalange, il quale nominò durante la sua presidenza D’Onofrio come procuratore. Secondo l’accusa il presidente dell’AIA aveva la responsabilità di nominare i vertici degli organi di giustizia ed è colpevole di non aver verificato i requisiti di D’Onofrio. Alcune nomine, inoltre, sarebbero avvenute quando lo stesso D’Onofrio si trovava agli arresti domiciliari a seguito di una condanna. Trentalange è accusato di aver personalmente redarguito il presidente della Commissione Disciplinare Nazionale chiedendo di non assumere iniziative contro D’Onofrio. Sarebbero emerse anche incongruenze con alcuni rimborsi richiesti dall’allora procuratore reo di aver falsificato parte di questi da marzo 2021 ad agosto 2022.

Trentalange AIA
Alfredo Trentalange, presidente dell’AIA – napolicalciolive.com

Adesso tanto passerà dalle mani di Gabriele Gravina che ha convocato un Consiglio Federale per il 19 dicembre dove si discuterà del futuro della classe arbitrale, che in questa faccenda si ritiene parte lesa. Se dovesse perdurare questa posizione l’ipotesi commissariamento potrebbe prendere sempre più corpo. Un’altra ipotesi potrebbe essere la richiesta delle dimissioni di Trentalange che ha, però, inviato una nota molto chiara in merito: “Ho preso atto con stupore e amarezza del contenuto della comunicazione inerente la chiusura dell’istruttoria della Procura Federale relativamente al caso D’Onofrio anche se è bene precisare che non si tratta di un deferimento a mio carico. In tal senso ho chiesto di essere sentito con estrema sollecitudine dal Procuratore, Dott. Giuseppe Chinè, non solo a mia tutela ma soprattutto nell’interesse di tutta l’Associazione Italiana Arbitri. Tengo a chiarire che non ho nessuna intenzione di dimettermi“.