Ultim’ora, addio Sinisa Mihajlovic: l’ex allenatore serbo si è spento all’età di 53 anni

Il mondo del calcio piange Sinisa Mihajlovic: l’ex allenatore serbo si è spento all’età di 53 anni dopo una lunga lotta con la leucemia.

Le condizione dell’ex calciatore si eranno aggravate negli ultimi giorni, ma non si avevano notizie certe sulle sue condizioni di salute, l’annuncio è arrivato poche ore fa: il serbo aveva solo 53 anni.

Sinisa Mihajlovic - Napolicalciolive.com
Sinisa Mihajlovic – Napolicalciolive.com

Quello di Sinisa Mihajlovic è un nome altamente noto nel panorama calcistico non solo italiano, ma anche europeo. Serbo ma con madre croata, l’ex allenatore del Bologna ha vissuto una carriera da giocatore che in molti, ancora oggi, sognano, per via delle sue vittorie e di alcune caratteristiche tecniche che lo hanno reso spesso un unicum per il calcio dell’epoca.

Difensore in grado di giocare centrocampista, Mihajlovic è stato uno dei mancini più stimati ed apprezzati di sempre, con una capacità di calcio degna dei migliori che gli hanno fatto scrivere pagine importanti della storia del calcio italiano. Appartiene proprio all’ex Lazio ed Inter il record di punizioni segnate in Serie A, ben 28, ed è anche l’unico con Beppe Signori ad aver realizzato una tripla tutta con questo fondamentale.

L’ex difensore serbo vanta nel suo palmares vanta 3 campionati jugoslavi vinti con Stella Rossa e Vojvodina, 2 campionati italiani, 3 Supercoppe Italiane e 4 Coppe Italia vinte tra Inter e Lazio a cui si aggiunge la Coppa Campioni conquistata con la Stella Rossa. Titoli importanti che rispecchiano il valore del giocatore, alle volte contestato per qualche episodio controverso dettato dal suo carattere deciso e, soprattutto in giovane età fumantino. Anche grazie a questo però, Mihajlovic ha saputo essere un grande allenatore.

Mihajlovic, una brava persona diventata ottimo allenatore

Il sergente, questo l’appellativo che tutti avevano ormai dato a Sinisa Mihajlovic una volta diventato allenatore dopo una vita da calciatore. Il serbo, che già quando indossava gli scarpini mostrava un carattere forte, tipico dei grandi condottieri, ha sempre lasciato un buon ricordo ovunque è stato. Un allenatore in grado di trasmettere qualcosa ai propri giocatori facendoli rendere al meglio delle proprie chance.

La sua bravura nel lanciare giovani talenti, si pensi a Gigio Donnarumma che proprio con Mihajlovic in panchina fece il suo esordio col Milan, gli ha poi regalato ulteriore stima ed affetto da parte delle società e di tutto l’ambiente calcistico. Quando nell’ormai lontano 2019 l’allora allenatore del Bologna annunciò a tutti di essere malato di Leucemia, tutto questo affetto fu una volta di più chiaro a tutti.

La conferenza in cui Mihajlovic annunciò la sua malattia - Napolicalciolive.com
La conferenza in cui Mihajlovic annunciò la sua malattia – Napolicalciolive.com

Le sue parole, pronunciate in una conferenza stampa che sorprese tutti, anche amici e suoi giocatori, scatenarono un’immensità di commenti d’amore e rispetto, con la chiara coglia di rivolere al più presto Sinisa in campo, a guidare il suo Bologna che nel mentre, con grande intelligenza e stima, lo aveva confermato sulla propria panchina. Da allora Mihajlovic è dovuto alle volte tornare in ospedale, ma la fiducia non è mai mancata e l’immagine dei giocatori che lo vanno a salutare dopo la vittoria per 2-1 contro l’Inter hanno emozionato tantissimi.

Per l’ex allenatore rossoblu gli ultimi mesi sono stati un continuo attestato di stima, un messaggio d’affetto dopo l’altro per non farlo mai sentire solo, anche nei momenti più difficili, anche dopo l’esonero, insomma, sempre attenti a ricordare a lui, ma non solo, che i suoi amici erano e sono tanti, al punto da invitarlo per averlo al proprio fianco anche a Sanremo.

Sanremo, l’esonero e un posto difficile da prendere

Fu Zlatan Ibrahimovic, e chi se no, a volerlo sul palco dell’Ariston, quello più prestigioso della musica italiana, per un’ospitata, un momento di allegria che coinvolgesse anche i milioni di spettatori del Festival. I due, dopo una breve intervista con Amadeus, intonarono anche lo storico successo dei Nomadi “Io vagabondo”, strappando una risata al pubblico e mostrando un Mihajlovic sereno e felice.

Mihajlovic ed Ibrahimovic a Sanremo - Napolicalciolive.com
Mihajlovic ed Ibrahimovic a Sanremo – Napolicalciolive.com

L’ultimo periodo è stato però più duro per l’ex giocatore della Lazio, alle prese con la lotta feroce alla malattia e con le difficoltà egate al campo, con il suo Bologna che ha faticato nel finale della passata stagione e nell’inizio dell’ultima, portando così il tecnico serbo all’esonero. Dopo il suo addio però l’affetto è ulteriormente aumentato, le critiche alla società per la scelta fatta sono state copiose ed il rifiuto di Roberto De Zerbi, il quale per rispetto del collega scelse di declinare le avance rossoblu, hanno segnato un nuovo capitolo della stima che il mondo del calcio ha per questo grande personaggio.  Da allora sembra passata una vita, gli ultimi giorni avevano visto un aggravarsi della sua situazione, ma senza notizie certe. Le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti i suoi cari, ma soprattutto un grazie a Sinisa per aver sempre combattutto, regalando una speranza anche ai più deboli.