Formula 1, che smacco: bocciato all’esame di guida, eppure in pista è tra i migliori

Sembrerebbe uno scherzo, eppure sappiamo che oggi, un pilota di Formula 1 non ha ancora la patente, ecco perché.

Se pensiamo ai piloti di F1, diamo per scontato che tutti loro con i riflessi che hanno e con la loro passione per i motori, non solo abbiano la patente, ma che guidino in strada, almeno dieci volte meglio di noi “comuni mortali”. E se invece non fosse così? Oggi, sfateremo un mito.

Russell bocciato all'esame di guida
F1 (napolicalciolive.com – Ansa foto)

I ragazzi del Circus, iniziano a correre sui kart da bambini e spesso entrano a far parte del mondo dei motori professionistico, da giovanissimi. Ottengono perciò la Superlicenza, ma non è detto che tutti loro si interessino di svolgere le prove poi per avere la patente. Sicuramente avranno degli autisti che li scorrazzano in giro, anche se una patente di guida serve sempre.

Clamoroso in Formula 1: bocciato all’esame di guida

Lo sa bene un astro emergente della Formula 1, il classe ’98, George Russell, pilota al secondo anno in Mercedes. Lui una patente di guida la ha già, come sicuramente la quasi totalità dei piloti, ma il britannico ha un retroscena da raccontare che forse non tutti i suoi colleghi potranno dire di aver vissuto. Riguarda il ragazzo di King’s Lynn e la sua vita da diciassettenne.

Il padre del famoso pilota ha spiegato al Times che anche questi pazzeschi atleti vivono delle delusioni e che, ci crediate o no, quella di Russell riguarda proprio le macchine. Non quelle sportive, ma quelle da guidare in strada. Praticamente, suo figlio fu bocciato al suo primo esame di guida, pochi anni fa. Raccontarlo ora sembra divertente, ma evidentemente le regole che vigono in pista non sono così complicate come invece quelle piene di obblighi che viviamo anche noi tutti i giorni.

Russell bocciato all'esame di guida
F1 George Russell (napolicalciolive.com – Ansa foto)

Il padre di George spiega che l’inglese era convinto di farcela al primo tentativo e così, si prenotò per l’esame e provò. Bocciato. “Tornò a casa furioso perché pensava che l’esaminatore avesse sbagliato”, racconta oggi il padre di uno dei piloti più forti del mondo. La cosa che fa riflettere è che in quel momento, si parlava già di un pilota della Formula 3 europea, non certo di un ragazzino alle prime armi con i motori.

E forse questo non fece certo calmare Russell, perché il padre racconta che quando tornarono indietro per spiegare le loro ragioni, i Russell non trovarono una giornata calma di fronte a loro: “Non andò particolarmente bene…”, racconta il padre del pilota. Immaginiamo che ad alzare la voce per primo non fu l’esaminatore. Acqua passata per George ormai, si spera.

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