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De Laurentiis: “Crisi calcio italiano? C’è chi spende più dei guadagni. Sugli stadi…”

De Laurentiis crisi calcio – Il presidente del Napoli ha parlato del momento difficile che sta vivendo il cacio italiano affrontando diversi temi.

De Laurentiis crisi calcio
Aurelio De Laurentiis ©Getty Images

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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato ad un forum sulla crisi del calcio italiano, in cui erano presenti anche esponenti della FGC e del Coni. Queste le parole del patron azzurro: “Vorrei precisare sul parlare della Juventus e degli altri stadi: non bisogna dimenticarsi mai che ha avuto 75 milioni gratuitamente per aver fatto scadere il quinquennio dello Juventus Stadium, per cui lo stadio è costato soltanto 50 milioni. La famiglia Agnelli ha poi un potere molto forte sulla città di Torino, per cui hanno avuto altri favori per non far alzare i propri investimenti. Ciò non è bastato ad evitare i debiti e questo la dice lunga. Ad esempio il Napoli gioca in uno stadio così compromesso, con il sottoscritto che ha collaborato ai lavori per le Universiadi. Io ho intenzione di investire ancora nel San Paolo. Il nostro calcio è totalmente diverso da quello inglese, la Juve ha 13 punti in più del Napoli, il Napoli ne ha 10 in più dell’Inter e 14 in più della Roma. Allora qualcosa non funziona, come il permettere a qualcuno di spendere più di quanto fattura, il Napoli non ha debiti”.

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De Laurentiis crisi calcio: “Italia paese corrotto”

“Bisogna far luce – ha continuato De Laurentiis – e Gravina lo sa. Come si fa a far ripartire i campionati con chi continua ad indebitarsi? Come si accede ad un mercato dove i media incitano a spendere di più e a fare grandi nomi per vendere giornali? Tutto questo è antico, io mi preoccuperei piuttosto di sapere dove arriverà il calcio nel prossimo ventennio. I ragazzini di 15 e 20 anni stanno sulle loro piattaforme a giocare a ‘sparattutto’, un mondo che li distrae. Come mio nipote che fa tre volte a settimana calcio per due ore, poi corre a giocare a Fortnite facendomi incavolare. Lo spettacolo non è più per giovanissimi allora, ma per vecchi. Sento parlare di industria, altre volte di sport. Vogliamo rinnovarci o no? Dobbiamo essere indipendenti dalla Fifa o soltanto dal mondo dell’impresa del calcio che è internazionale? Dopo si creano regole che non vanno bene per noi. Cosa c’entrava ad esempio Lotti col mondo del calcio? Ha fatto casini inimmaginabili, ha dato importanza allo stadio. L’Udinese ha pericolo di retrocessione con lo stadio nuovo, anche il Sassuolo non è messo benissimo. Allora servono gli stadi nuovi? Il ministero degli interni è assente da vent’anni, abbiamo lo spaccio nei nostri stadi. Le curve non sono il tifo sano perchè ci sono elementi che danneggiano tutti. Adesso tutti parlano di Sarri, ma io quando l’ho preso mi hanno scritto manifesti contro in tutta la città. Perchè il ministro degli interni è assente? Su mio intervento Renzi e Alfano hanno fatto un regolamento innovativo nel 2014, col quale si può dare daspo a chi si è macchiato di delitti negli ultimi anni. Non si deve ricorrere al daspo, non ci deve pensare il questore ad interrompere una partita. Ci fate pagare i soldi per la polizia e poi non è presente negli stadi. Questo  il paese più corrotto del mondo”.