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Italia femminile, l’exploit nella Coppa del Mondo sia un punto di partenza

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Italia femminile ©Getty Images

Il cammino delle azzurre nella Coppa del Mondo funge da monito allo sviluppo ed alla crescita del movimento calcio in Italia.

Il sogno che si infrange sbattendo a muso duro sul muro “orange”, già campione d’Europa, e Nazionale in grado di proporre tanta qualità, soprattutto individuale. Ripartire da qui, dall’anno zero, dalla battaglia vinta contro il pregiudizio, perché il calcio non è solo uomo. Restano una bella avventura, uno schiaffo deciso al sistema, una ventata di freschezza al movimento e, perché no, un pensiero già al futuro. Il grazie alle ragazze di Milena Bertolini è più che scontato, così come le emozioni che portano in auge l’immagine del calcio femminile, la forza di un gruppo che ha creduto nella cavalcata trionfale in stile “Italia 2006″, ma che inevitabilmente si è schiantato di fronte alla realtà. Ancora non pronte. Il rinascimento del calcio femminile adesso deve essere obiettivo primario della federazione, riconoscendo prima il professionismo e poi dando il giusto spazio in termini di visibilità in primis.

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Italia femminile all’anno zero, ora servono conferme

La chiamata alle armi però deve passare da progetti seri e ben strutturati. Le situazioni in Campania sono molteplici, esempi di virtuosismo estremo della disciplina. Che adesso si parli del Napoli Femminile, quello targato Carpisa Yamamay campione in Serie C e chiamato ad una sfida importante quanto difficile, ben figurare nel prossimo campionato di Serie B, il purgatorio della serie cadetta. Oppure del Napoli Dream Team, del trascinatore Elio Aielli, macinatore di record su record in Eccellenza e promosso a pieni voti, oltre che punti, nella prossima Serie C. Riflettori puntati su di loro, soprattutto adesso che il calcio in rosa ha vinto la partita più importante, ma che deve necessariamente trovare conferme dopo l’exploit del mondiale francese. Un anno zero insomma, la delusione della sconfitta sul campo debba durare come il tempo di un sospiro perché il futuro mai come oggi è davvero roseo.