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Ancelotti “fino al palazzo”: attacco frontale a un sistema che non va

Dopo l’esaltazione del Sarrismo con la lotta al potere attraverso il gioco, Ancelotti ha difeso il Napoli alzando i toni dai numerosi torti arbitrali

Ancelotti Napoli (Getty Images)

Allenatori opposti per filosofia di gioco e per modo di gestione della rosa a disposizione, ma entrambi hanno provato a prendere le difese del Napoli durante il loro periodo sulla panchina azzurra. Da un lato l’esaltazione del gioco attraverso una vera e propria fede come il “Sarrismo”, venuta a cadere proprio nel momento del suo passaggio alla Juventus. Dall’altra Carletto da Reggiolo che, nonostante il periodo di forma non eccellente della sua squadra, si è scagliato contro la direzione arbitrale attaccando duramente il designatore Rizzoli. Una presa di posizione dura, ma vera per evidenziare ancora una volta i numerosi torti che sono arrivati in questa prima parte di stagione. Lo stesso Ancelotti ha mostrato così un vero e proprio attaccamento alla sua squadra, che cercherà di difendere fino alla fine contro un sistema che sembra ormai sempre più marcio. Dal fallo di mano di Zielinski a Firenze al Var che non è scattato durante Napoli-Atalanta: ormai sono tantissimi gli episodi a sfavore della squadra azzurra. Le prestazioni in campo di Insigne e compagni non sono sufficientemente utili per avere un alibi, ma restano gli orrori dei vari fischietti italiani.

Ancelotti “fino al palazzo”: la difesa dell’allenatore

Dopo aver difeso senza peli sulla lingua ancora una volta il Napoli, Carlo Ancelotti dovrà cercare di trovare la quadratura del cerchio per quanto riguarda il campo. Proprio sulla panchina azzurra Sarri ci era riuscito attraverso la bellezza e l’esaltazione del gioco impiantato nella città partenopea che si era diffuso in tutto in mondo in poco tempo. L’allenatore toscano aveva messo al centro del suo villaggio il gioco padrone di tutto per poi farne un vero e proprio stile di vita con la sua tuta come divisa-simbolo. Serio, elegante e composto, infine, Ancelotti, che con la sua infinita classe ha alzato i toni della discussione per dire ancora una volta: ora basta, la palla passa al campo. Senza più alibi per combattere il sistema sempre più marcio.